LE ROSE ROSSE, NO – Il concerto

DOMENICA 29 NOVEMBRE 2015 – ORE 17.00
Teatro Comunale di Dozza

Via XX Settembre, 51 – Dozza (BO)
Rassegna PERSONAE – Percorsi Teatrali
LE ROSE ROSSE, NO – Il concerto

Acqua di Terra, Terra di Luna
con: Davide Baldessarelli (basso), Sebastiano Caroli (chitarra), Alice Dall’Osso (batteria), Giulia Dardi (voce), Laura Di Marzo (voce), Linda Fabbri (flauto e ottavino), Francesca Fiorentini (basso), Stefania Marinaccio (voce), Sara Morotti (piano), Barbara Neglia (chitarra e voce), Giuseppe Ragazzini (batteria), Francesco Sartiani (chitarra e voce), Luigi Tranchini (chitarra e pianoforte) Rebecca Romagnesi (violino)
direzione artistica: Stefano Randisi e Enzo Vetrano
ricerche documentarie: Renato Sartiani e Giuliana Zanelli
supporto tecnico e logistico: Associazione Culturale T.I.L.T. Trasgressivo Imola Laboratorio Teatro
in collaborazione e con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Imola
con il sostegno dei Comuni di: Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Medicina
e di: Regione Emilia – Romagna, Città Metropolitana di Bologna.
con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

“Le Rose rosse, no – IL CONCERTO”, è l’esito del laboratorio musicale legato al progetto “Le Rose rosse, no. Grande guerra: dalle memorie di pietra alla memoria viva” con la direzione artistica di Stefano Randisi e Enzo Vetrano, andato in scena l’estate appena trascorsa.
Il lavoro, svolto in circa due mesi coi partecipanti al laboratorio, si è concentrato su brani legati direttamente o indirettamente alle vicende della Grande guerra che sono stati “smontati” e reinventati in nuovi arrangiamenti, seguendo l’emozione della memoria e l’impegno della consapevolezza. Si comincia con un evocativo pezzo di Rachmaninov, per continuare con la canzone-simbolo del progetto: Le rose rosse, no. Poi, brani quali Sul ponte di Bassano, Gorizia tu sei maledetta, La tradotta che parte da Novara o Fuoco e mitragliatrici, vengono eseguiti in alternanza a canzoni contemporanee contro la guerra e tutte le guerre come Andrea di Fabrizio De Andrè o Non siamo mai stati sulla luna dei Mercanti di Liquore. Versioni intime e toccanti di Addio, mia bella addio o ‘O surdato ‘nnammurato fanno eco a composizioni originali nate dalle suggestioni dei partecipanti ispirate a vicende di uomini e donne del territorio o tramandate dalla narrazione orale della guerra. Per sciogliere la tensione non mancano poi motivetti leggeri e dissacranti come Non spingete, scappiamo anche noi dei leggendari Gufi o L’altissimo, di Marco Paolini & C.

La guerra fu grande. Coinvolse tutti gli italiani. Mentre si svolgeva e quando finì, lasciò un deposito di ricordi e racconti, di sentimenti, di immagini, di canzoni. Ancora oggi memorie sepolte, dieri, lettere, vengono alla luce numerose. Ancora oggi artisti, poeti, scrittori, ricercatori si mettono in viaggio per raccogliere il senso di un evento che riguardò il Paese intero e che lasciò una lunga scia nel Novecento europeo.

La Grande guerra, che crediamo lontana, può risultare molto vicina quando una fotografia, una cartolina dimenticata dentro un cassetto di casa, o il ricordo della frase di un nonno trasmessa in famiglia, ci fanno percepire la realtà di fatti che non stanno solamente nei libri di storia, ma in un passato che ci raggiunge, ci parla a tratti, per lampi. E chiede un momento di ascolto.
Per riconnetterci a quella storia e alle persone che la vissero, l’Associazione Culturale Acqua di Terra/Terra di Luna ha scelto il teatro e, in questo 2015, centenario dell’ingresso del Regno d’Italia nella Prima Guerra mondiale, ha elaborato il progetto “Le rose rosse, no”.
Il progetto ha ottenuto il sostegno di enti pubblici e privati consentendo la realizzazione di due laboratori iniziati a metà aprile: quello teatrale, svoltosi grazie alla collaborazione di T.I.L.T. presso il Teatro Lolli, e quello musicale presso il Molino dell’Ospedale di Borgo Tossignano con la collaborazione dell’Associazione Musicale di Borgo. I laboratori, gratuiti ed aperti ai cittadini residenti nel Circondario Imolese, hanno accolto quarantacinque partecipanti di tutte le età, in un percorso che ha intrecciato esperienze emozionali e di ricerca storica. Senza perseguire un impossibile realismo della scena, quanto piuttosto la creazione di momenti teatrali e musicali di impatto emotivo e di verità legati alla memoria e all’immaginario di ciascuno dei partecipanti, la drammaturgia costruita da Vetrano e Randisi, ha attinto spunti e storie dall’enorme massa documentaria di frammenti provenienti dal Circondario di Imola o dalla più vasta area romagnola, che ancora emanano dolore e calore, ironia e affetto, coraggio o protervia.

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