Programmazione autunno 2016 al via!

Ed ecco la seconda parte della Stagione 2016 del Teatro Comunale di Dozza!

È il turno della prosa, dopo che la prima parte, nella scorsa primavera, è stata dedicata principalmente alla musica. Per la precisione, sette spettacoli di prosa e un concerto di rock-blues con la band americana degli HOLLIS BROWN, che torna a calcare il nostro palcoscenico a distanza di un anno dal fortunatissimo tour mondiale “3 SHOTS”, con il loro ultimo disco “CLUSTER OF PEARLS”.

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Otto appuntamenti in tutto, da metà Ottobre a metà Dicembre in cui si presentano spettacoli con tematiche, linguaggi, stili molto diversi. Spettacoli di compagnie pluri premiate a fianco di compagnie formate da ragazzi che da anni affrontano seri percorsi di formazione teatrale.

Si inizia con Diablogues/Compagnia Vetrano-Randisi con uno “spettacolo radiofonico”, “DUE STUPIDI SUBLIMI (ON AIR)”, in cui i due celebri attori Enzo Vetrano e Stefano Randisi, ospiti in diretta, appunto di una immaginaria emittente radio, tra dediche, musiche e messaggi inviati dagli ascoltatori, sciorinano i loro dialoghi, scritti premendo fino in fondo il pedale del nonsense. Sketch radiofonici che diventano teatro, davanti agli occhi degli spettatori invitati come pubblico negli studi in cui un simpatico conduttore presenta e raccorda le scene.

Sempre ad ambientazione radiofonica, o meglio in questo caso, vera e propria trasmissione da un palco teatrale, è lo spettacolo “STREET BAND BOOM! Parole e musiche di un’Italia miracolata” di Corrado Gambi e Laura Stellin (redattrice di Radio Deejay e Radio Capital), autori e conduttori della trasmissione di musica e viaggi “Street Band” su GMJ Radio di Vigevano (PV). Corrado e Laura, alla radio sono soliti accompagnare gli ascoltatori in piccoli viaggi per itinerari che seguono i classici del rock. Consigli, curiosità, aneddoti, ospiti live, piccole grandi storie alla scoperta delle città legate da un filo rosso: la musica, le immagini, i sogni immortalati nell’epopea del R’n’R! Dove andare, cosa vedere, cosa mangiare, cosa ascoltare… on the road!
Questa volta accompagnano il pubblico lungo un doppio binario! Un viaggio in un’Italia di un’epoca che non c’è più, l’epoca del boom economico italiano degli anni ’60, l’epoca di Carosello, della musica leggera di un paese che usciva dalla devastazione della II Guerra Mondiale e che rinasceva.

In una sorta di “gomitolo di suggestioni”, altri due spettacoli che hanno la guerra come “filo di Arianna”:
“LA DOLCE GUERRA” di Cabiria Teatro, e “THE HABER_IMMERWAHR FILE” di L’aquila Signorina/Terzadecade.
Il primo (segnalato come uno dei migliori spettacoli  del 2015, scelto quale progetto rientrante nel Programma Ufficiale delle Commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri), è uno spettacolo ambientato nella Torino all’inizio della I Guerra Mondiale, in piena Belle Epoque, in cui un giovane pioniere del cinema e una maestra elementare, cercano di “leggere ed interpretare” l’epoca tormentata in cui vivono attraverso le immagini del film che devono girare. Ogni giorno lui, Olmo, si affanna per girare una scena del proprio film, usando lei come attrice improvvisata. Ada, seguendo alla lettera le direttive ministeriali, insegna ai bambini le parole di D’Annunzio, sullo sfondo avanzano le prime lotte per l’emancipazione femminile. Il periodo storico in cui vivono è carico di entusiasmo, la fiducia nel futuro è alta, e la loro vitalità sarà sicuramente premiata. Quali immagini devono rimanere impresse nella pellicola? Quali parole devono essere dettate durante una lezione? È facile raccontare la realtà. Difficile è capire quale realtà raccontare.
Il secondo spettacolo è la storia di Fritz Haber, premio Nobel per la Chimica nel 1908. In pochi ricordano il perché del premio, quella sintesi dell’ammoniaca che rese possibile lo sviluppo dei fertilizzanti artificiali in agricoltura, rappresentando una vera e propria rivoluzione in questo settore. Più noto invece, Haber, come l’ideatore del gas al cloro con cui sui fronti della Prima Guerra Mondiale, nell’aprile del 1915, si inaugurò l’infame capitolo delle armi chimiche di distruzione di massa e con cui, nei campi di sterminio nazisti, si compì la pagina più tragica del ‘900 ai danni di sei milioni di ebrei.

Altro appuntamento con il teatro d’autore, è lo spettacolo di Sebastiano Gavasso, Alessandro Lui e Chiara Spoletini “D5, PANTANI”. Lo spettacolo racconta la vicenda umana e sportiva di Marco Pantani. La timeline della vicenda ripercorre le prime scalate con la bicicletta di quando era bambino, l’approdo alla squadra che lo rappresenterà per anni, la Mercatone Uno, le vittorie e le sconfitte, fino alla penultima tappa del giro d’Italia 1999, quando viene squalificato a Madonna di Campiglio con l’accusa di doping. Concludendosi poi all’ultimo capitolo, con l’arrivo nella “famosa” D5, la camera dell’Hotel “Le Rose” che il campione affitta a Rimini per rinchiudersi in una solitudine silenziosa che lo porterà alla morte, un vero e proprio giallo, una messa in scena costruita maniacalmente a cui ancora oggi non viene attribuito un regista. Il testo dello spettacolo ha visto il prezioso contributo e la supervisione della madre di Marco, Tonina Pantani e del giornalista della “Gazzetta dello Sport” Francesco Ceniti, autore del libro “In nome di Marco” (Rizzoli, 2013).

Chiudono il programma due spettacoli con due gruppi di ragazzi, il primo di Vigevano, il secondo di Imola.
“DOV’È LA SPERANZA? DOV’È IL FUTURO?” è uno spettacolo inserito all’interno del progetto sul riutilizzo a scopo sociale dei beni confiscati alla Mafia, “Il bene che fa bene”, a cura dell’Istituto Tecnico Statale “Luigi Casale” di Vigevano, con la partnership del Comune, dell’associazione Libera, e della cooperativa Le Tre Corde. La cittadina pavese è stata la prima in Italia ad applicare la legge n. 109/96, ossia della legge che ha previsto il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, consentendo l’assegnazione di tali patrimoni di derivazione illecita a soggetti (quali associazioni, cooperative, enti pubblici) in grado di restituirli alla cittadinanza sotto forma di servizi di promozione sociale.
Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Moderno di Vigevano nel Maggio 2016 e l’intero progetto è stato selezionato insieme ad altri 50 progetti, nell’ambito del Concorso indetto dal Ministero dell’Istruzione e dal Senato della Repubblica “Dalle aule parlamentari alle aule scolastiche”, edizione 2015-2016, ed ha partecipato il 2 Giugno 2016 alla premiazione in Parlamento.
L’altro spettacolo, una versione dell’“ANTIGONE”, in chiave contemporanea, della Compagnia Teatrale della Luna Crescente/Cooperativa Le Tre Corde, è il testo che mette in scena un conflitto di valore universale, quello fra le leggi dello stato e quelle della pietà e dell’amore, e propone una riflessione sul tema della responsabilità individuale. Molto spesso nella storia l’obbedienza alle leggi e agli ordini è stata invocata come giustificazione per commettere o tollerare crimini orrendi; in molte occasioni invece il sottrarsi a leggi considerate “ingiuste” è stato un modo per giustificare l’illegalità. L’Antigone pone alla coscienza un dilemma che non ha una risposta univoca, ma che impone ogni volta una riflessione ed una decisione: e proprio in questo stanno la sua forza e la sua perdurante attualità.

Insomma, un cartellone molto ricco e vario, in cui ognuno, se vuole, può trovare suggstioni, emozioni, chiavi interpretative, senso… in cui ognuno può leggere o immaginare parti di sé, se lo desidera… in cui ognuno ha la possibilità di “rispecchiarsi”.
Perché in fondo, come dice Jean Genet:
“Io vado a teatro per vedermi, sul palcoscenico, quale non saprei – o non oserei – vedermi o immaginarmi, e tuttavia quale so di essere”.

Ci vediamo a Teatro!

Corrado Gambi
Le Tre Corde Società Cooperativa
Compagnia Teatrale della Luna Crescente

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