28 ottobre: l’esplosione

Venerdì 28 Ottobre 2011 – ore 21
Teatro Comunale di Dozza (BO)

proiezione del documentario
“L’ESPLOSIONE”
di Giovanni Piperno

Presentazione e introduzione a cura di:
Alberto Di Monte – geografo – Comitato “NOEXPO” Milano
Arnaldo Maddanu – architetto
INGRESSO Euro 5,00

Se è già difficile definire che cos’è il Bello, definire il Brutto oggi è più facile, e dove il Brutto concretamente si realizza e raggiunge il suo scopo nasce il “mostro”. L’Italia è piena di “mostri” nati dall’abuso: se la funzione del Bello fosse intanto uccidere i “mostri” come fece san Giorgio col drago? In queste parole tratte da un libro di Raffaele La Capria si può forse riassumere il senso di questo film-documentario.
Danilo Coppe con il suo accurato lavoro, con la passione per la causa di un uso civile della dinamite (ha perfino brevettato un sistema di spegnimento degli incendi con l’esplosivo) rappresenta in qualche modo l’utopia di poter ridare ordine, di restituire la bellezza al nostro maltrattato territorio. Se lui è San Giorgio, il drago, che rappresenta tutti gli altri “mostri” sparsi per l’Italia, è il Villaggio Coppola di Castel Volturno.
Danilo Coppe è un uomo d’azione: è il massimo esperto di demolizioni con dinamite in Italia. Un giorno gli propongono l’abbattimento di otto palazzoni costruiti in riva al mare, si tratta delle così dette torri del Villaggio Coppola, il simbolo di uno dei peggiori ecomostro d’Europa. Un intero paese per le vacanze costruito su terreni poi riconosciuti anche del demanio statale, dagli anni sessanta ai novanta, in spregio a qualsiasi tutela del paesaggio. Una storia infinita di procedimenti penali e di distruzione del territorio, e di sospette complicità politiche. E così, per la prima volta nella sua carriera, Danilo Coppe si arena, si invischia in un meccanismo complicato e oscuro, e dopo due anni di sopralluoghi, riunioni, intoppi burocratici, riesce ad abbattere solo parte delle torri. Danilo ha potuto abbatterne solo cinque. Oggi il villaggio ricorda più Beirut che un luogo dove, avere la seconda casa, era uno status symbol per la borghesia napoletana. E nella sua rapida decadenza è racchiuso il destino di tutto un modello di sviluppo edilizio che purtroppo non è ancora completamente passato di moda nel nostro paese. Come dice sempre La Capria: il degrado ambientale di un luogo porta inevitabilmente al degrado morale dei suoi abitanti.
Un film davvero ben costruito e incisivo nel denunciare, grazie a un calibrato mix tra riprese live e prezioso materiale d’archivio, la speculazione edilizia senza scrupoli e la devastazione dei paesaggi italiani, che soprattutto in certi anni hanno portato a una folle cementificazione senza regole sullo sfondo di una diffusa corruzione.

Alberto Di Monte, geografo, componente del comitato NOEXPO (www.noexpo.it), coordinamento di associazioni, comitati locali, centri sociali, cittadini, che si oppone alla candidatura di Milano ad ospitare l’Expo 2015. 
Esso è nato per opporsi ad un progetto che nasce col peccato orginale di una gigantesca speculazione fondiaria ed immobiliare, destinato a portare a sintesi la ridefinizione di tutti gli assetti territoriali attraverso il proliferare di tangenziali, brettelle, autostrade, linee ad alta velocità, centri direzionali, centtrali elettriche e centri commerciali.
Primo e fondamentale compito è la pratica di osservatorio sul percorso di EXPO 2015, punto di raccolta degli strumenti di critica, conoscenza, con l’obettivo di dare la massima rilevanza alla conoscenza acquisita sui reali intenti di EXPO 2015 e di permettere l’incontro delle diverse realtà di lotta territoriale e sociale, di mettere in comune le diverse capacità di elaborazione e comunicazione.

Arnaldo Maddanu, architetto. Svolge la libera professione da più di dieci anni nel settore della progettazione urbanistica e architettonica. Da quattro anni è socio di una piccola Cooperativa che si occupa di servizi di progettazione integrata ecosostenibile che ha sede a Imola che si chiama: Alba Progetti.
In questi anni di attività ha avuto modo si seguire la progettazione e la direzione lavori di opere per committenze pubbliche, riguardanti piazze, scuole, edifici per il culto e strutture monumentali in genere; per le committenze private le opere realizzate sono invece principalmente di tipo civile, quindi residenziale ma anche direzionale/produttivo e ricettivo turistico. In questi ultimi tre anni, il mercato ha orientato il suo lavoro sul recupero del patrimonio edilizio esistente e, dove ci sono le risorse, sul recupero e la valorizzazione energetica dei fabbricati.
Lavora con una squadra di tecnici molto coesa che condivide gli stessi valori da cui non si prescinde tutte le volte che iniziano con una nuova avventura. Il lavoro consiste nel fornire un servizio di tipo tecnico-economico a chi si appresta a realizzare un manufatto da inserire nel paesaggio urbano, e di tipo intellettuale, perché l’obiettivo è creare un oggetto che non abbia valore solo per rispondere a delle esigenze di tipo funzionale ma che sia anche un avamposto di civiltà per i fruitori anche solo visivi dell’oggetto progettato.
www.albaprogetti.it

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