17 novembre: “Mille giorni”

Sabato 17 Novembre 2012 – ore 21
PERSONAE – Percorsi Teatrali

SPETTACOLO TEATRALE
Arti e Spettacolo & Teatro del Krak

MILLE GIORNI: racconti dal disastro dell’Aquila

di: Tiziana Irti, Antonio G. Tucci
con: Tiziana Irti

Ingresso: INTERO Euro 15,00 – RIDOTTO Euro 13,00

Mille giorni sono quasi tre anni. In tre anni un bambino cresce facendo enormi progressi, in tre anni si può morire per i più vari motivi, specialmente se si è anziani, si cambia o si perde un lavoro, si cambia scuola, colore dei capelli e tutto quello che ci può venire in mente nella vita di una persona. In tre anni non si ricostruisce una città; questo lo sappiamo ormai avendo di fronte agli occhi l’esempio dell’Aquila. Però si può ricordare come era questa città e gettare una nuova luce sul futuro che si può immaginare, imparando, se vivessimo nel migliore dei mondi possibili, le cose da riconquistare e quelle da buttare.

Mille giorni è uno spettacolo teatrale di Tiziana Irti e Antonio G. Tucci – prodotto da Arti e Spettacolo, L’Aquila e Teatro Del Krak, Ortona (Chieti) – basato sulla memoria di chi ha vissuto il terremoto dalla scossa fino a mille giorni dopo.

I racconti dal disastro dell’Aquila si sono poi intrecciati nella rielaborazione scritta, dove un flusso di coscienza continuo ripercorre momenti noti e meno noti dell’era del terremotato aquilano. Una pluralità di voci aquilane riunita su un palcoscenico per farsi ascoltare.

Lo spettacolo è il racconto dei mille giorni trascorsi dal sisma che ha distrutto L’Aquila il 6 aprile 2009. È un viaggio frantumato nel tempo in cui un’attrice, che è anche una testimone, rivive le tante storie raccontate da persone con diverse età ed esperienze che sono state realmente incontrate e intervistate. Le storie, come tessere di un mosaico, sono attraversate e unite tra loro dalla storia di Antonio, l’unico personaggio inventato, “cassaintegrato, licenziato, separato e suicida, se il terremoto non lo avesse salvato”. Noi pensiamo che le macerie dell’Aquila siano una sconfitta per il nostro Paese, che siano anche le macerie della nostra cultura e della nostra coscienza civile. E ora, approdati ad una crisi economica epocale, sarà molto difficile riuscire a rimuoverle e ad avviare un vero processo di ricostruzione. I 70.000 cittadini residenti in questo lembo di Italia stanno pagando un tributo molto alto: hanno avuto 309 morti e un numero significativo di vittime indirette e stanno perdendo la loro splendida città, la loro storia, la loro identità.

Questo spettacolo vuole conservarne la memoria. La memoria dei fatti, delle persone e della bellezza che è andata distrutta e che potrebbe essere ritrovata.

Dedicato alla città dell’Aquila e ai 56 Comuni colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009. Ci piace idealmente dedicare questo spettacolo anche a tutte le popolazioni dell’Emilia-Romagna colpite dal sisma della primavera 2012.

“Ho visto Mille Giorni in una prova aperta nel Teatro Nobelperlapace, che esiste grazie alla dedizione di Giancarlo Gentilucci e Tiziana Irti. Sono riusciti a creare un teatro in un luogo dove non c’era, a fare sorgere dalle macerie un luogo di cultura. Un teatro senza sostegno che ha una programmazione che molte grosse strutture invidierebbero.

Mille Giorni racconta attraverso la storia fittizia di un uomo (è l’unico personaggio inventato) la storia vera di centinaia di persone che hanno vissuto il terremoto dell’Aquila. Antonio, che stava per impiccarsi, si ritrova vivo in mezzo alle macerie. Antonio osserva, ascolta, salva, aiuta, assiste, protesta. Diventa di nuovo un uomo e si riscatta nel suo lenire il dolore degli altri, nel suo ascoltarli e guardarli, nelle sue azioni semplici e diafane di solidarietà. Questa metafora potente, di un uomo “salvato” dal terremoto è il punto di partenza di questo Ulisse in viaggio tra i terremotati e i terremoti diversi. Quello vero che distrusse le case, quello dell’anima di chi ha perso i cari o tutti i propri averi, quello di chi si è rassegnato e ha smesso di lottare e quello degli avvoltoi che hanno visto il terremoto come l’occasione degli affari. La metà delle cose che Mille Giorni racconta, il pubblico che non è del posto non le sa, e fanno venire la pelle d’oca. E’ una testimonianza dolorosa e leggera, fatta da chi il terremoto lo ha subito e al terremoto ha reagito con dignità, caparbietà ed etica. Mille Giorni è un lavoro necessario, perché racconta senza ammiccamenti ma dal di dentro, con leggerezza e dolore, la tragedia accaduta all’Aquila. Si esce da questa testimonianza, scossi, commossi, senza parole. Se vi capita l’occasione, andate a vederlo!”
Cesar Brie (regista e drammaturgo)

Sabato 17 Novembre 2012 – ore 21

PERSONAE – Percorsi Teatrali

SPETTACOLO TEATRALE

Arti e Spettacolo & Teatro del Krak

MILLE GIORNI: racconti dal disastro dell’Aquila

di: Tiziana Irti, Antonio G. Tucci

con: Tiziana Irti

Ingresso: INTERO Euro 15,00 – RIDOTTO Euro 13,00

Mille giorni sono quasi tre anni. In tre anni un bambino cresce facendo enormi progressi, in tre anni si può morire per i più vari motivi, specialmente se si è anziani, si cambia o si perde un lavoro, si cambia scuola, colore dei capelli e tutto quello che ci può venire in mente nella vita di una persona. In tre anni non si ricostruisce una città; questo lo sappiamo ormai avendo di fronte agli occhi l’esempio dell’Aquila. Però si può ricordare come era questa città e gettare una nuova luce sul futuro che si può immaginare, imparando, se vivessimo nel migliore dei mondi possibili, le cose da riconquistare e quelle da buttare.

Mille giorni è uno spettacolo teatrale di Tiziana Irti e Antonio G. Tucci – prodotto da Arti e Spettacolo, L’Aquila e Teatro Del Krak, Ortona (Chieti) – basato sulla memoria di chi ha vissuto il terremoto dalla scossa fino a mille giorni dopo.

I racconti dal disastro dell’Aquila si sono poi intrecciati nella rielaborazione scritta, dove un flusso di coscienza continuo ripercorre momenti noti e meno noti dell’era del terremotato aquilano. Una pluralità di voci aquilane riunita su un palcoscenico per farsi ascoltare.

Lo spettacolo è il racconto dei mille giorni trascorsi dal sisma che ha distrutto L’Aquila il 6 aprile 2009. È un viaggio frantumato nel tempo in cui un’attrice, che è anche una testimone, rivive le tante storie raccontate da persone con diverse età ed esperienze che sono state realmente incontrate e intervistate. Le storie, come tessere di un mosaico, sono attraversate e unite tra loro dalla storia di Antonio, l’unico personaggio inventato, “cassaintegrato, licenziato, separato e suicida, se il terremoto non lo avesse salvato”. Noi pensiamo che le macerie dell’Aquila siano una sconfitta per il nostro Paese, che siano anche le macerie della nostra cultura e della nostra coscienza civile. E ora, approdati ad una crisi economica epocale, sarà molto difficile riuscire a rimuoverle e ad avviare un vero processo di ricostruzione. I 70.000 cittadini residenti in questo lembo di Italia stanno pagando un tributo molto alto: hanno avuto 309 morti e un numero significativo di vittime indirette e stanno perdendo la loro splendida città, la loro storia, la loro identità.

Questo spettacolo vuole conservarne la memoria. La memoria dei fatti, delle persone e della bellezza che è andata distrutta e che potrebbe essere ritrovata.

Dedicato alla città dell’Aquila e ai 56 Comuni colpiti dal terremoto del 6 aprile 2009.

Ci piace idealmente dedicare questo spettacolo anche a tutte le popolazioni dell’Emilia-Romagna colpite dal sisma della primavera 2012.

Ho visto Mille Giorni in una prova aperta nel Teatro Nobelperlapace, che esiste grazie alla dedizione di Giancarlo Gentilucci e Tiziana Irti. Sono riusciti a creare un teatro in un luogo dove non c’era, a fare sorgere dalle macerie un luogo di cultura. Un teatro senza sostegno che ha una programmazione che molte grosse strutture invidierebbero.

Mille Giorni racconta attraverso la storia fittizia di un uomo (è l’unico personaggio inventato) la storia vera di centinaia di persone che hanno vissuto il terremoto dell’Aquila. Antonio, che stava per impiccarsi, si ritrova vivo in mezzo alle macerie. Antonio osserva, ascolta, salva, aiuta, assiste, protesta.

Diventa di nuovo un uomo e si riscatta nel suo lenire il dolore degli altri, nel suo ascoltarli e guardarli, nelle sue azioni semplici e diafane di solidarietà. Questa metafora potente, di un uomo “salvato” dal terremoto è il punto di partenza di questo Ulisse in viaggio tra i terremotati e i terremoti diversi. Quello vero che distrusse le case, quello dell’anima di chi ha perso i cari o tutti i propri averi, quello di chi si è rassegnato e ha smesso di lottare e quello degli avvoltoi che hanno visto il terremoto come l’occasione degli affari. La metà delle cose che Mille Giorni racconta, il pubblico che non è del posto non le sa, e fanno venire la pelle d’oca. E’ una testimonianza dolorosa e leggera, fatta da chi il terremoto lo ha subito e al terremoto ha reagito con dignità, caparbietà ed etica. Mille Giorni è un lavoro necessario, perché racconta senza ammiccamenti ma dal di dentro, con leggerezza e dolore, la tragedia accaduta all’Aquila. Si esce da questa testimonianza, scossi, commossi, senza parole. Se vi capita l’occasione, andate a vederlo!”

Cesar Brie (regista e drammaturgo)

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