12/10: Cesare Carugi & The Pontchartrainers

Sabato 12 OTTOBRE 2013 ore 21
TRACKS – Tracce d’autore
Roots Music Club presenta:

CESARE CARUGI & THE PONTCHARTRAINERS
“Pontchartrain”

Cesare Carugi – voce, chitarre acustiche ed elettriche, harmonica
Leonardo Ceccanti – voce, chitarre acustiche ed elettriche
Matteo Barsacchi – voce, basso
Matteo D’Ignazi – batteria

Con il suo disco d’esordio Cesare Carugi, aveva messo in chiaro di candidarsi al ruolo di miglior autore nazionale di canzoni. Pontchartrain, in questo finale d’estate 2013, conferma tutto il suo talento e aggiunge qualche cosa.

Aggiunge l’accompagnamento di una band di rock delle radici come i Mojo Filter, ed aggiunge la straordinaria atmosfera rarefatta, nebbiosa, romantica, che accompagna l’ascoltatore dalla prima all’ultima delle dodici tracce di un album rock che sa di legno, terra, cielo, nuvole e della malinconia del lago della Louisiana da cui prende il titolo. Non solo un grande autore ma ha anche una grande voce, Cesare, una voce profonda, vibrante, evocativa, abbastanza personale da non ispirarsi a nessun cantante né oltreoceano né oltremanica – ma se proprio dovessi fare un nome per dare un’idea al lettore, quel nome sarebbe Lloyd Cole.

Parte forte con le chitarre elettriche di Troubled Waters, che pompa come un John Hiatt d’annata. Poi sono ballate su ballate, chitarre acustiche cesellate dai tocchi di un’elettrica (come in Long Nights Awake) o un violino (Drive The Crows Away). Ballate appassionate (Carry The Torch) e gighe infuocate (la title track). Quando arrivando alla dodicesima traccia già siamo convinti di aver messo le mani su uno dei migliori dischi rock dell’anno, Cesare ci accomiata assicurandoci che We’ll Meet Again Someday, in un trionfo, un brano che potrebbe essere uscito dalla penna di zio Bob (Dylan) – o come dice Zambo, di John Prine – che se Cesare fosse americano non mancherebbe la top ten di Billboard.

Nessun amante della musica rock, che lo sia del West, del Village o di Camden Town, può permettersi di non ascoltare questo Pontchartrain. E difficilmente non se lo porterà a casa, per trovargli un posto speciale nella propria raccolta di dischi. (Blue Bottazzi)

Cesare Carugi è nato a Cecina (LI) nel 1978, e ha iniziato a suonare la chitarra nel 1994, influenzato soprattutto dal sound americano della west coast e dalla country music. Dopo una lunga gavetta e molti show in club locali, alternando brani originali a cover di Springsteen, Jackson Browne, Johnny Cash e altri mostri sacri, decide di allargare i propri orizzonti e, dopo aver conosciuto i cantautori Andrea Parodi e Massimiliano Larocca, riesce a suonare al Townes Van Zandt Italian Festival a Como. Suona anche al Titan Country Night di San Marino e al Light Of Day Benefit Europe Festival con Jesse Malin, Joe D’Urso, James Maddock e altri artisti. Dopo un EP di 6 brani (“Open 24 Hrs” del 2010) e l’apprezzato esordio full length “Here’s To The Road” dell’anno seguente (con le partecipazioni di Michael McDermott, Riccardo Maffoni, Daniele Tenca e tanti altri amici musicisti), Cesare si getta a capofitto in un tour acustico prolifico e gratificante, suonando in tutta Italia e in Croazia (voluto dall’associazione italiani-croati), riscuotendo un buon successo in numerosi e prestigiosi locali dello Stivale. E’ solo il prologo a “Pontchartrain”, il suo secondo cd, registrato tra Cecina e Firenze, con la collaborazione di una schiera di musicisti di grande talento, da Paolo Bonfanti a Francesco Piu, dall’americano David Zollo all’armonicista del “Sindacato del Mojo” Andrea Giannoni, dal bluesman Marcello Milanese alla violinista Chiara Giacobbe, fino a una collaborazione produttiva con la rock band bergamasca Mojo Filter, con i quali gira anche il primo video promozionale del cd, si quella “We’ll Meet Again Someday” che sta riscuotendo un buonissimo successo di visualizzazione su Youtube, e girato in una Cadillac Eldorado del 1972 in un afosissimo pomeriggio per le strade intorno a Bergamo. “Pontchartrain” è un nuovo inizio, da cui parte un tour anche elettrico, con una band i cui componenti arrivano da background decisamente diversi, dal batterista Matteo D’Ignazi (Fram to Oslo), grande strumentista che proviene sia dal jazz che dall’indie-rock, a Matteo Barsacchi, sanguigno chitarrista dello stoner trio Mr. Bison che con i Pontchartrainers passa al basso elettrico, fino all’inseparabile Leonardo Ceccanti alle chitarre, vecchio compagno di suonate di Cesare ormai da 18 anni. “Pontchartrain” esce il 24 settembre ed è distribuito in Italia da IRD, e il giornalista Blue Bottazzi l’ha già definito “uno dei migliori dischi rock del 2013″.
www.cesarecarugi.com

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