19 novembre: “DOV’È LA SPERANZA? DOV’È IL FUTURO?”

SABATO 19 NOVEMBRE 2016 – ore 21.00:
Teatro Comunale di Dozza
Via XX Settembre, 51 – Dozza (BO)
Rassegna PERSONAE – Percorsi Teatrali
Istituto Tecnico Statale “L. Casale” di Vigevano
& Le Tre Corde Società Cooperativa
“DOV’È LA SPERANZA? DOV’È IL FUTURO?”
con: Valeria Borghi, Andrea Caliri, Riccardo Canton, Daiana Ianev,
Valentina Mangano, Edoardo Marise, Pietro Montagna, Gaia pastorello,
Marco Pozzati, Irene Rossi, Maria Tedoldi, Jihen Sara Tlili
regia: Corrado Gambi

Lo spettacolo “DOV’È LA SPERANZA? DOV’È IL FUTURO?” è uno spettacolo inserito all’interno del progetto sul riutilizzo a scopo sociale dei beni confiscati alla Mafia, “Il bene che fa bene”, a cura dell’Istituto Tecnico Statale “Luigi Casale” di Vigevano, con la partnership del Comune di Vigevano, dell’associazione Libera, e della cooperativa Le Tre Corde.
Lo spettacolo, elemento fondante l’intero progetto insieme al blog https://ilbenechefabene.wordpress.com, nasce da un laboratorio teatrale condotto dal regista Corrado Gambi, con dodici ragazzi dell’Istituto, in venti incontri, in orario extrascolastico, da ottobre 2015 ad aprile 2016.
Il laboratorio è nato fin dall’inizio, finalizzato alla costruzione di uno spettacolo sulle tematiche della LEGALITÀ, della LOTTA ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA e del RECUPERO DEI BENI SEQUESTRATI ALLA MAFIA.

La città di Vigevano (PV) è stata la prima in Italia ad applicare la legge n. 109/96, ossia della legge che ha previsto il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie, consentendo l’assegnazione di tali patrimoni di derivazione illecita a soggetti (quali associazioni, cooperative, enti pubblici) in grado di restituirli alla cittadinanza sotto forma di servizi di promozione sociale. Vigevano, è stato il primo comune italiano in cui negli anni ’90 la legge sulla confisca dei beni alle cosche mafiose ha avuto applicazione.

Parlare di legalità, di lotta alla mafia, di moralità della vita pubblica, per non essere uno “sterile” esercizio, deve tradursi in una pratica quotidiana di “rigore”. Non si deve correre il grave rischio di considerare “tollerabile ciò che è intollerabile” per una vita di rigore etico. E ciò si impara a scuola, in famiglia, nella vita di comunità, da piccoli.
Questo laboratorio ha voluto essere un piccolo percorso di ricerca, da materiali d’archivio e di cronaca, atto a capire cosa significhino idee e concetti quali appunto CRIMINALITÀ, LEGALITÀ, GIUSTIZIA, INGIUSTIZIA, DIRITTI, DOVERI, INDIFFERENZA, COINVOLGIMENTO, RESPONSABILITÀ, SCELTA, CORAGGIO… MEMORIA.

Parole che permeano il nostro quotidiano, ma che rischiano, appunto perché costantemente abusate e maltrattate, di risuonare “vuote” alle orecchie di ragazzi adolescenti. Si è cercato di mostrare come il teatro può aiutare a “far crescere” un nuovo spirito consapevole, per un rinnovato senso di cittadinanza consapevole e responsabile. Si sono ricercate forme e linguaggi che partissero direttamente dalle giovani generazioni, rendendo queste ultime davvero parte fondante del processo creativo di un testo teatrale, di un laboratorio, di una ricerca culturale.

Partendo da materiali di attualità, da cronache giornalistiche nazionali e locali, da racconti, da testimonianze, i ragazzi hanno dato forma ad un proprio modo di intendere questi concetti, creando letteralmente non solo un testo teatrale da rappresentare, ma ri-cercando “un modo proprio”, originale, per trasmetterli, per comunicarli… questi concetti-base, a volte così “lontani” dalla loro vita… a volte così “presenti” nelle loro piccole grandi esperienze dirette. Questo percorso si avvale di testi editi e potrà contenere testi prodotti all’interno del laboratorio stesso.

Questo percorso è stato contrassegnato proprio dal tema della SCELTA.
Un’idea che vuole cercare di trasmettere alle generazioni di oggi, agli studenti delle scuole, l’importanza del FARE DELLE SCELTE nella vita.

Qual è l’idea di scelta che hanno i ragazzi oggi? Cosa scelgono oggi per il loro futuro? Riescono a comprendere la portata delle decisioni che comportano “scelte di campo”?
Riescono a capire l’importanza del “scegliere da che parte stare” che a volte la Storia e la cronaca richiedono? E quando tutto ciò è strettamente legato al territorio che si abita? Se SCEGLIERE significa confrontarsi con la difficoltà del vivere quotidiano? La MAFIA è solo un fenomeno “lontano”? È facile sconfiggerne i veleni quando questi sono in mezzo a noi tutti i giorni, anche nella città che abitiamo?
Si è voluto quindi stimolare una riflessione ampia sul concetto di scelta legata al senso civico di ciascun cittadino (di ieri, di oggi e di domani), che va a toccare sì episodi legati alla Storia ma allo stesso tempo pone l’accento sull’attualità, sulla democrazia nella quale possiamo vivere proprio grazie ad episodi che appaiono lontani.

Questo spettacolo è un’occasione di “recupero e trasmissione di memoria”, ad esempio per i ragazzi di Vigevano, che, per fortuna, non sono “direttamente” coinvolti in fatti di mafia, ma che grazie a questa memoria possono “assumere l’antidoto al veleno”.

E allora, come viene detto al termine dello spettacolo ambientato in una soffitta/discarica/ripostiglio pieno di oggetti da sistemare, pieno di “storie da sistemare”… “Dov’è la speranza? Dov’è il futuro?… Il futuro è qui!… Basta scegliere… senza paura di farlo!”.

Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Moderno di Vigevano nel Maggio 2016 e l’intero progetto è stato selezionato insieme ad altri 50 progetti, nell’ambito del Concorso indetto dal Ministero dell’Istruzione e dal Senato della Repubblica “Dalle aule parlamentari alle aule scolastiche”, edizione 2015-2016, ed ha partecipato il 2 Giugno 2016 alla premiazione in Parlamento.

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