26 novembre: “THE HABER_IMMERWAHR FILE Scienza e nazionalismo nel dramma di Fritz Haber, Nobel dimenticato”

SABATO 26 NOVEMBRE 2016 – ore 21.00:
Teatro Comunale di Dozza
Via XX Settembre, 51 – Dozza (BO)
Rassegna PERSONAE – Percorsi Teatrali
L’aquila Signorina/Terzadecade – Le Tre Corde Società Cooperativa
“THE HABER_IMMERWAHR FILE
Scienza e nazionalismo nel dramma di Fritz Haber, Nobel dimenticato”

di e con: Barbara Bonora, Gabriele Argazzi

In pochi ricordano che Fritz Haber, premiato con il Nobel per la scoperta (1908) del processo che permette di fissare l’azoto atmosferico, è stato un protagonista della storia della chimica. Se infatti la successiva produzione di ammoniaca su scala industriale permise di avere nitrati a basso costo da utilizzare come fertilizzanti artificiali, facendo vivere all’agricoltura la maggiore rivoluzione dall’introduzione dell’aratro a versoio, i più citano Haber solo come l’ideatore del gas al cloro con cui sui fronti della Prima Guerra Mondiale, nell’aprile del 1915, si inaugurò l’infame capitolo delle armi chimiche di distruzione di massa.

Convinto che la Scienza servisse «all’umanità in pace e alla patria in guerra», Fritz Haber (1868 – 1934) fu affascinato dall’influenza che uno scienziato poteva conquistare, con le sue competenze, in campo politico e militare. Come un novello Faust, Fritz bevve fino in fondo dal boccale dell’ambizione personale, diventando, nella Berlino del Kaiser Guglielmo II, uno degli uomini più potenti della Germania. Albert Einstein, che a lungo corrispose con lui e gli portò sempre grande rispetto, si chiedeva come potesse un uomo altrimenti amabile rendersi tanto ridicolo nella sua vanagloria di consulente fisso di industriali e potenti.

Poco riflessivo, anche se inquieto fino alla nevrosi, l’uomo Haber ebbe quale contraltare, nel periodo di massimo fulgore, la prima moglie Clara Immerwahr, una brillante ricercatrice in chimica che lui aveva voluto portare all’altare ad ogni costo, forse attratto dall’idea di avere una compagna in grado di conversare alla pari. Tuttavia, anche se Clara dovette suo malgrado abbandonare le proprie aspirazioni scientifiche e adattarsi al ruolo di madre e moglie di un uomo di successo, non rinunciò a far sentire a Fritz la disapprovazione per quel che era diventato, dimentico della sensibilità morale che accompagna i veri scienziati.

Determinata a guastare la favola dell’ebreo di talento accolto nell’élite militare germanica, Clara portò alle estreme conseguenze il suo amore per una chimica trasformata dal marito in tecnologia di morte. La sera del 2 maggio 1915, al ritorno di Haber dal fronte dove aveva guidato il primo attacco coi gas contro le truppe francesi, ci fu tra loro l’ennesimo scontro verbale. Poi Clara uscì in giardino e si uccise, sparandosi al cuore.

Alternandosi al racconto di questa vicenda dal forte valore simbolico, il serrato dialogo teatrale tra Clara e Fritz scritto da Barbara Bonora tiene al centro la vicenda scientifica di Haber e lascia continuamente intravedere le rischiose triangolazioni tra scienza, industria e macchina militare che portarono la Germania in guerra e gli scienziati tedeschi a legarsi in modo acritico alla disastrosa volontà di potenza del Kaiser e dei suoi generali. Quella straordinaria collaborazione fra Università e mondo industriale che fu la sintesi dell’ammoniaca (1909; per Nature “la scoperta che più ha cambiato il mondo nell’ultimo secolo”), portò quasi senza soluzione di continuità alla costruzione dei mega-impianti tedeschi per produrre esplosivi e gas bellici. Nel quadro di un pensiero unico nazionalista che vide 93 rappresentanti del mondo accademico, a pochi mesi dall’inizio della Grande Guerra, esaltare in un manifesto la missione civilizzatrice della Germania. Colpendo a morte l’internazionalismo che aveva sempre caratterizzato la scienza durante le guerre dell’800.

Non è un caso se i colleghi inglesi e francesi, nel 1920, boicottarono la cerimonia di consegna del Premio Nobel ‘al generale in camice bianco’ Fritz Haber. Che per essere ‘un buon tedesco’ aveva ripudiato le sue origini ebraiche convertendosi al cristianesimo, ma che dopo la presa del potere da parte di Hitler finì comunque perseguitato, morendo esule in Svizzera. Vittima «dell’amore mai ricambiato – così scrisse Einstein nel 1934 – dell’ebreo verso la Germania».

Va però ricordato che nei mesi successivi alle sue dimissioni dal Kaiser Wilhelm Institut di Berlino, Haber maturò la decisione di trasferirsi a Gerusalemme, dove nel 1925, grazie anche ai contributi raccolti da Albert Einstein a Berlino e alla tenacia di Chaim Weizmann, era nata la nuova Università Ebraica. Non ci arrivo mai, minato dai problemi di salute che poi gli furono fatali, ma questo dettaglio fa sospettare che le reprimende morali e il coerente e disperato gesto di Clara, avessero risalito la sua coscienza, riportandolo a una visione di se stesso meno drogata dal sordo senso del dovere. A testimoniare questo ripiegamento interiore di Haber c’è peraltro anche la sua richiesta di essere seppellito insieme a Clara, richiesta che potè essere soddisfatta solo molti anni più tardi, quando furono le spoglie di lei a essere traslate a Basilea, per venire tumulate accanto a quelle di Fritz.

L’aquila Signorina/Terzadecade
Nasce a Bologna nel 1994 come gruppo di ricerca e studio nell’ambito del teatro e della sperimentazione visiva ed è costituita legalmente come realtà associativa dal 1995.

La direzione artistica è affidata a Gabriele Argazzi e Barbara Bonora (classe 1968), entrambi registi, drammaturghi e attori. Fino al 1999 il gruppo si dedica in modo esclusivo a creazioni destinate al circuito della sperimentazione teatrale (Ratni Zlocinac 1994 – On nomme Marcelle 1996 – Locus III 1997 – Dilaniato da nere cagne 1999 – Terzadecade Home Theatre 2001), venendo ospitato in numerosi festival storici (Santarcangelo dei Teatri fra tutti) e nelle rassegne italiane degli anni ’90 legate al fenomeno teatrale della cd. terza ondata (a Milano, Firenze, Roma). Nel 2000 Terzadecade/L’aquila Signorina prende in gestione la Ex-Chiesa di San Matteo a Molinella (un centro della bassa bolognese), mettendo a frutto l’esperienza organizzativa maturata con la co-direzione del Festival ‘Crisalide’ di Forlì nel triennio 1997-1999. Nacque così ‘Colloqui con Y’, una stagione teatrale che conobbe quattro intensi programmi (fino al 2004). Sotto la direzione artistica della Compagnia e approfittando della difficoltà che il tessuto culturale alternativo bolognese ebbe a soffrire con i mutamenti di indirizzo legati all’insediamento della prima amministrazione di centro-destra a Bologna, lo spazio molinellese ospitò molte delle proposte più valide del teatro e della danza di ricerca italiana, con numerose coproduzioni, anteprime e prime nazionali realizzate non solo con compagnie bolognesi (ZimmerFrei, EgumTeatro, Compagnia Laminarie, Compagnia Le Supplici, Compagnia Maurizio Saìu, Compagnia Agar, Leonardo Capuano).

Durante gli anni di questa residenza creativa la Compagnia produce inoltre diversi progetti teatrali creati per siti specifici (Dissipatio – 2000; Ecolux 2001 – Rattenpfanger 2002; Mondo Mente 2003) e video-documentari (Dormi e Cammina – 2003), in coproduzione con Enti Locali dell’area bolognese e ferrarese, lavorando in buona parte con giovani non professionisti. Di queste esperienze di teatralità di base e di lavoro con il territorio, la Compagnia ha mantenuto e approfondito soprattutto il rapporto con le scuole; avviato con i consueti laboratori teatrali (tuttora attivi nell’ambito delle Scuole Primarie e Medie Inferiori) e specializzatosi in anni più recenti nella direzione della divulgazione filosofica e scientifica.

Il progetto ‘GIGANTI FRAGILI’, il repertorio di spettacoli e cinematografie attorno alle biografie di scienziati, rientra dal 2006 fra le attività culturali di interesse regionale della Regione Emilia Romagna, che insieme all’Assessorato alla Cultura della Provincia di Bologna ne riconosce le potenzialità per rilanciare l’interesse dei giovani verso la cultura scientifica.
Un momento di svolta significativo avviene a maggio del 2008, nel contesto de ‘La funzione d’Onda’, con l’incontro sulla creatività ‘Come lo sai ? – Come lo fai ?‘. Durante quella serata (i cui interventi sono ancora visibili), esperti di teatro, drammaturghi, attori, artisti multimediali e ricercatori di ambito scientifico si sono confrontati sulla natura del comportamento creativo nell’arte e nella scienza. E’ in quella occasione che nasce un lungo rapporto con uno dei massimi esperti mondiali in didattica della matematica, Bruno D’Amore. Per D’Amore L’aquila Signorina curerà la parte spettacolare di numerose presentazioni di libri (a Bologna, Lugo, Rovereto …) come ‘Allievi’, ‘Matematica, stupore e poesia’ e ‘La matematica non serve a nulla’ (scritto con Giorgio Bolondi), ottenendo infine il permesso di realizzare una versione teatrale del suo libro ‘Dante e la matematica’ pubblicato da Giunti nel 2011. E’ proprio con la conferenza spettacolo ‘Dante e la matematica’ che L’aquila Signorina ottiene, nell’anno scolastico 2012/2013, il primo riscontro davvero importante a livello scolastico (‘Dante e la matematica’ fa in quell’anno più di cinquanta recite in tutto il nord Italia …), conquistandosi una credibilità non episodica presso il mondo della formazione medio-superiore.
La fiducia dei Docenti e la sempre più consapevole integrazione della proposta de L’aquila Signorina rispetto ai programmi, hanno permesso da allora il consolidamento dell’offerta di bioplay a carattere scientifico. Il progetto che li raccoglie, ‘GIGANTI FRAGILI’, è oggi ben riconoscibile e, certamente, un unicum nazionale.

Insieme agli attori di “DIABLOGUES – Vetrano e Randisi” e della “Compagnia Teatrale della Luna Crescente”, L’aquila Signorina forma, nel 2015, la Cooperativa “Le Tre Corde” con sede a Imola e che rappresenta la cornice legale entro cui L’aquila Signorina : Teatro e Scienza opera attualmente. Già riconosciuto a livello regionale fin dal 2006 come attività teatrale di interesse, il progetto di bioplay di GIGANTI FRAGILI contribuisce oggi al riconoscimento che la stessa Regione Emilia Romagna ha recentemente attribuito a “Le Tre Corde” entro la cornice della Legge 13 per lo spettacolo dal vivo.

http://terzadecade.it/

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