Programmazione febbraio-maggio 2014

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“… E come venti vigorosi noi vogliamo vivere… vicini alle aquile, vicini alla neve, vicini al sole: così vivono i venti vigorosi!… Guardatevi dallo sputare contro il vento!” (Friedrich Nietzsche – Così parlò Zarathustra)

Pare una minaccia, un anatema, una maledizione dettata dalla rabbia. Ma non è solo così. Non lo è in un tempo come questo. Non è nemmeno una dichiarazione dettata da una qual forma di presunzione. E neppure una pretenziosa convinzione di pensiero “al di sopra delle parti”. Fare teatro è immergersi nel reale quotidiano provando ad interpretarlo, per pensare possibile un cambiamento. Fare teatro è sporcarsi con il fango della vita cercando di dar forma a uomini e donne nuovi, migliori di quelli che si è. Fare teatro è il luogo della possibilità e allo stesso tempo è luogo dell’impossibile. Fare teatro è osare, perché solo osando, spesso si può riuscire a costruire… o ri-costruire dalle macerie. Già! Osare!… Costruire… Uomo nuovo… Essere realisti e allo stesso tempo desiderare (o esigere) l’impossibile… Ma per fare che poi?! Per vivere meglio? Per cercare risposte ad una crisi che avvolge come tra le spire mortali di un serpente ormai tutti gli aspetti delle nostre vite? Per fare che?… la rivoluzione???!!! E cosa centra il teatro?… Non è che magari tentando di risvegliare coscienze assopite, finiamo per patire ancora di più il disagio di una vita vissuta “in direzione ostinata e contraria” e per questo emarginata e sconfitta? Chissà?!… Certo è che l’obiettivo a cui noi vogliamo tendere è quel “volare alto” perché solo avendo quel coraggio si può sperare di volare oltre le tempeste, oltre gli ostacoli, oltre i limiti che spesso ci impediscono di guardare dritto davanti a noi e ci fanno dimenticare chi siamo. I nostri sono i tempi in cui si vorrebbe una cultura sacrificata al “qui non si può più”, in cui si vorrebbe una cultura strozzata dai bilanci, vittima sacrificale in nome di beni di maggior necessità. Teatri chiusi, festival azzerati, rassegne cancellate, finanziamenti espropriati e tutto ciò con la giustificazione di una “ristrutturazione” della politica, con la scusa della necessità di creare “sostenibilità” contro gli sperperi e gli sprechi di una cultura che per definizione è “un bene superfluo”! Beh, noi in questo piccolo teatro non abbiamo fatto altro da tredici anni (e nel 2014, da trenta come compagnia teatrale professionale), se non proporre spettacoli e progetti che fossero rappresentativi di nuovi modelli culturali. Non abbiamo fatto altro che provare ad aprire nuove strade, creare reti, intraprendendo relazioni nuove come quelle che abbiamo dal 2011 nel Coordinamento Gruppi Legge 13 Bologna, rete collaborativa tra gli organismi riconosciuti dalla Legge Regionale 13/99 sullo spettacolo dal vivo di cui fanno parte la quasi totalità delle formazioni professionali bolognesi della musica, della danza e del teatro sostenute per la qualità della loro proposta culturale e per la capacità dimostrata nel promuovere lo spettacolo “quale mezzo di espressione artistica, di formazione, di promozione culturale, di aggregazione sociale e di sviluppo economico” (Art.1 della L.R. 13/ 99). Oggi la crisi economica che vede coinvolti gli Enti Pubblici e le trasformazioni di alcuni di questi (la scomparsa annunciata nell’anno in corso delle Provincie Italiane) senza ancora avere chiari scenari futuri, pongono pesanti incertezze economiche e politiche, non solo sull’immediato domani, ma drammaticamente sul presente riversando sugli operatori teatrali e culturali, non solamente tagli di risorse ma purtroppo vere e proprie incognite ed ombre per la sopravvivenza delle esperienze stesse. E allora, la domanda sorge ancora più inquietante: che fare?!… L’unica risposta che sappiamo trovare è sempre quella: provando a volare alto, come venti vigorosi!…
Questa rassegna ne è la prova ancora una volta…
E guardatevi dallo sputare contro il vento!

Corrado Gambi
Compagnia Teatrale della Luna Crescente

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