10 maggio: “Un giorno perfetto” – Omaggio a Lou Reed

Sabato 10 MAGGIO 2014 – ore 21
TRACKS – Tracce d’autore
Compagnia Teatrale della Luna Crescente & Combo Jazz Club presentano:

“UN GIORNO PERFETTO – OMAGGIO A LOU REED”

con:
Valentina Monti – voce
Dagmar Benghi – chitarra
Diber Benghi – tastiere
Roberto Menabò – chitarra e voce
Andrea Grossi – chitarra e voce
Corrado Gambi – voce narrante
Roberto Bartoli – contrabbasso
THE GREAT BASSFAMILY “WALKING ON THE WILD SIDE” – feat.:
Paolo Andrini, Luca Bandini, Roberto Bartoli, Jader Berti, Alessandro Bozza, Francesco Cervellati,
Marco Corvasce, Peter Galeotti, Mirco Melone, Gianluca Ravaglia, Francesco Passerini

Domenica 27 ottobre 2013 è stato tutt’altro che un giorno perfetto… Moriva il mito più importante del Rock: Lou Reed.
Lou Reed, grande musicista poeta e fotografo, è una delle figure più leggendarie del rock’n’roll, prima come leader del gruppo rivoluzionario dei Velvet Underground, e poi come artista solista. A differenza della maggior parte degli artisti provenienti dalla cultura musicale della fine degli anni ’60, Reed è riuscito a rinnovare costantemente il suo sound rimanendo, però, fedele alla sua visione musicale… fino alla fine.
“Un giorno perfetto” vuole essere un sentito omaggio alla sua musica attraverso la rivisitazione in chiave jazz, rock e blues della sua poesia, da parte di un nutrito gruppo di artisti legati al Combo Jazz Club e alla Compagnia Teatrale della Luna Crescente.
… Oh, it’s such a perfect day
I’m glad I spent it with you…

… Oh, è un giorno così perfetto
sono contento di averlo trascorso con te…

Con i Velvet Underground alla fine degli anni Sessanta, e poi da solo, in una carriera piena di dischi memorabili, Lou Reed ha saputo portare nel rock americano la musica europea d’avanguardia, coniugando bellezza e rumore, lirismo e trasgressione. Camaleontico, sorprendente, spigoloso, ha sfidato ogni volta i suoi fan e l’industria discografica.
Lewis Allan “Lou” Reed era nato a Brooklyn, nel 1942. Se musicalmente è partito dal doo-wop e dal Rock and Roll, nei suoi testi la prima e più duratura influenza è quella del poeta Delmore Schwartz. A metà degli anni Sessanta incontrò il musicista gallese John Cale, violista di formazione classica che studiava col compositore minimalista La Monte Young. Nacquero i Primitives, nucleo essenziale di quelli che diventeranno poi i Velvet Underground. “Il primo disco dei Velvet Underground avrà venduto 30 mila copie”, dichiarò una volta Brian Eno, ma tutti quelli che ne hanno comprato una copia hanno poi formato una band”. Le armonie dissonanti e il look della band attrassero l’attenzione di Andy Warhol, che decise di produrre il primo disco, affiancando ai quattro (oltre Reed e Cale c’erano chitarrista Sterling Morrison e la batterista Maureen Tucker) la figura enigmatica di Nico.
Dopo quattro album: 1967 – The Velvet Underground & Nico; 1968 – White Light/White Heat; 1969 – The Velvet Underground; 1970 – Loaded, la band si scoglie e nel 1972 Reed dà il via a una carriera solista lunga e fortunata, che inizia con il disco che porta il suo nome, ma decolla davvero con Transformer, prodotto da David Bowie e Mick Ronson. Contiene capolavori come Walk On The Wild Side, Perfect Day, Satellite Of Love, ripresi negli anni da generazioni di musicisti. Berlin esce nel 1973, appena pochi mesi dopo: è un concept album che parla di droga, depressione, suicidio, ispirato ovviamente alla capitale tedesca; anche qui i brani memorabili non mancano: su tutti Caroline Says I e II, Sad Song. Dopo Berlin arrivano Sally Can’t Dance e il popolarissimo Rock’n Roll Animal, uno degli album live più famosi nella storia del rock.
Nel 1975 esce Metal Machine Music, un disco di rottura tutto basato sul feedback di chitarra , in aperta polemica con la sua etichetta discografica, la Rca, che gli chiedeva un album commerciale. Street Hassle (1978) è un lavoro ispirato, più dei precedenti Rock’n’Roll Heart e Coney Island Baby.
Con gli anni la personalità di Lou Reed pare addolcirsi, e così anche i suoi dischi, che negli Ottanta non sono così estremi come nel decennio precedente. Dopo The Bells (1979) e Growing Up In Public, arrivano The Blue Mask e Legendary Hearts: molti entrano nelle classifiche, ma non rimarranno tra i migliori lavori del cantante americano.
New York (1989) è l’album della rinascita: di nuovo aperto al mondo che gli sta intorno, di nuovo poetico e crudelmente ironico, Reed dà vita a un altro capolavoro, seguito nel 1992 dal monumentale Magic and Loss, tutto incentrato sul tema del tempo che passa e della morte. In New York suona di nuovo Maureen Tucker, e nel 1990 esce Songs for Drella, scritto a quattro mani con John Cale e dedicato alla memoria di Andy Warhol, da poco scomparso. Appare così inevitabile una reunion con i Velvet Underground, che si esibiranno in Usa ed Europa per una serie di concerti, alcuni dei quali in apertura degli U2 (nel loro Zooropa Tour).
Dopo Set The Twilight Reeling (1996), gli album si diradano, e Reed inizia una nuova vita al fianco della musicista e performer Laurie Anderson, che sposerà. Ha avuto il tempo di scoprire Antony Hegarty (con cui ha collaborato in The Raven, ispirato al racconto di Edgar Allan Poe), di portare sul palco il suo istruttore di Tai-chi, di vedere ripubblicati molti suoi dischi, tra cui Metal Machine Music, oggi considerato un’opera di avanguardia. Il disco più importante di questo periodo è Ectasy (2000), l’ultimo album è il bizzarro Lulu, in collaborazione con i Metallica, ancora una volta nato da un’opera letteraria, di Franz Wedekind.
“I miei dischi si possono leggere come il Grande Racconto Americano, ogni album un capitolo, in ordine cronologico”.

“There’s only one great occupation that can change the world,
and that’s real Rock’n'Roll.
I believe, to the bottom of my heart, the last cell,
that Rock’n'Roll can change everything…
And I’m a graduate of ‘Warhol – University’.
And I believe in the power of punk.
To this day, I want to blow it up.”
Thank you.”

Lou Reed (1942 – 2013)
“… And something flickered for a minute / and then it vanished and was gone.” (“Romeo Had Juliette” – LR)

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