15 aprile: “Nino Migliori” – DozzaDOC2014

Martedì 15 APRILE 2014 – ore 21
DOZZADOC2014

“NINO MIGLIORI”

regia: Alessia De Montis, 52’

Con la stagione teatrale 2014, prosegue per il secondo anno il piccolo cartellone “DOZZADOC” che comprende documentari inseriti nella rassegna regionale “Doc In Tour”, rassegna promossa da Regione Emilia-Romagna, da FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) Emilia-Romagna, dalla D.E-R (Associazione Documentaristi Emilia-Romagna) e da Progetto Fronte del Pubblico / Cineteca di Bologna.

L’obiettivo di DOC IN TOUR è di valorizzare il patrimonio culturale e sociale che caratterizza la produzione documentaristica regionale, le opere sono necessariamente dirette da registi emiliano-romagnoli o prodotte da case di produzione emiliano-romagnole o hanno temi che riguardano il territorio regionale.
Lo scopo principale della rassegna è quello di distribuire nelle sale cinematografiche opere documentarie: le diverse forme espressive che il termine documentario contiene al suo interno, documentario di creazione, reportage, inchiesta, indagine storica, riflessione saggistica, convergono tutte verso l’indiscusso valore di questo particolare linguaggio audiovisivo che trae forza proprio dal suo essere mobile, libero e immediato nel cogliere le trasformazioni sociali e culturali della nostra contemporaneità.
Gli appuntamenti di “docu-film” del Teatro Comunale di Dozza, con caratteristiche di approfondimento, attualità, sono legati a vari temi presenti all’interno dell’intera stagione teatrale: rivolti ad un pubblico alla ricerca di “fili rossi”, un pubblico, locale e non, che trova così la possibilità di “percorsi di collegamento”, tra i temi dell’attualità, dell’arte, della politica e della storia.

L’artista grande fotografo, racconta alcune delle tappe più significative del suo lavoro. Un viaggio di ricerca concettuale e sperimentale dal realismo ad oggi, dove Migliori descrive e spiega il connubio di concetto e tecnica. Dagli anni del realismo passando per il neorealismo fino alla ricerca e alla sperimentazione. Dalla narrazione fotografica della vita vissuta, dagli scatti “Gente dell’Emilia” e “Gente del sud” allo sviluppo dell’ interessante serie “Muri”, al suo sperimentale uso della Polaroid.

“ Ho provato ad immaginare Nino Migliori visto dall’alto per coglierne tutta la sua poliedricità. Il Tempo e lo Spazio, concetti che ritroviamo anche nei suoi Lucigrammi. Nino è come un prisma, che riflette luce in tante direzioni. La visione dall’alto ci permette così di librarci in volo e vedere contemporaneamente tutti i colori che il “prisma Nino” ci trasmette con il passaggio della luce nella sua macchina fotografica.
L’obiettivo è stato cercare di mostrare quanto la sperimentazione e la ricerca di nuove forme poetiche di foto-grafia (intesa etimologicamente come scrittura con la luce) sia per Nino tutt’oggi viva e costante nel suo lavoro, diventando la sua cifra stilistica. Nino è sempre in cerca di nuove forme di espressione e comunicazione.” (Alessia De Montis)

La lunga carriera di Nino Migliori – bolognese, classe 1926 – è costellata di ricerca e progetti: un ampio lavoro che gira intorno alla fotografia; alla sua possibilità di espressione e di comunicazione. Dalle prime immagini degli anni Cinquanta alle sperimentazioni off-camera, O ancora, la nota serie dei “Muri”, che rivelano sulla loro pelle i graffiti dei passanti, l’alternarsi delle stagioni, la memoria labile o penetrante del tempo; oppure, il lavoro sui segni che le celebri immagini del passato, E poi ancora, i progetti con la Polaroid

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