5 aprile: DozzaJ2014

Sabato 5 APRILE 2014
DOZZAJ2014 – XII Dozza Jazz Festival

Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna – ore 18
Presentazione del libro

“Il Suono del Nord – La Norvegia protagonista della scena jazz Europea”
di Luca Vitali (Auditorium Edizioni)
Partecipano l’autore Luca Vitali e Libero Farnè

Teatro Comunale di Dozza – ore 21

“OMAGGIO A SEAN BERGIN”

Daniele D’Agaro – sassofono e clarinetto
Saverio Tasca – marimba
Composizioni di Sean Bergin, Daniele D’Agaro & libere improvvisazioni

a seguire:

RE–UNION TRIO
Roberto Bellatalla – contrabbaso
Sandro Satta – sax alto
Fabrizio Spera – batteria

Nell’ambito di DOZZAJ2014 verrà allestita nel Teatro Comunale una mostra fotografica dal titolo “”My Own Bergin” di Mario Sabbatani, dedicata al grande sassofonista scomparso Sean Bergin, che fu ospite a Dozza nel 2010.

Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna – ore 18:
Presentazione del libro
“Il Suono del Nord – La Norvegia protagonista della scena jazz Europea”
di Luca Vitali (Auditorium Edizioni)
Partecipano l’autore Luca Vitali e Libero Farnè

“Il Suono del Nord – La Norvegia protagonista della scena jazz Europea” è la prima opera monografica dedicata alla piccola scena jazzistica norvegese. Una lacuna finalmente colmata, la ricostruzione di una storia che, attraverso l’analisi di alcuni momenti chiave, riconosce alla Norvegia un ruolo fondamentale in Europa per l’emancipazione del jazz dalle radici afroamericane. Un percorso, quello iniziato negli anni ’60 con l’arrivo a Oslo di George Russell, che arriva dritto ai giorni nostri e ci regala una delle scene più innovative e originali al mondo. E che l’autore trasforma nel racconto appassionato di concerti, musicisti, club ed etichette, festival e incontri… come quello avvenuto a Bologna fra il (futuro) patron di Ecm Manfred Eicher e un giovanissimo Jan Garbarek, preludio di un sodalizio che avrebbe aperto al jazz norvegese le porte del mondo, portando al successo internazionale non solo Garbarek ma tutta la “generazione Ecm”. Il libro si sforza di chiarire il ruolo delle numerose registrazioni Ecm a Oslo e degli storici Club7 e Blå e analizza le fasi più significative di una scena che in questi ultimi quarant’anni è stata in costante evoluzione attraverso i racconti, i ricordi e le storie di alcuni dei suoi protagonisti, norvegesi e non. Esplora le connessioni del jazz con gli altri generi musicali, analizza l’influenza dei movimenti politici, tenta una ricostruzione degli ambienti – i club, le sale da ballo, i teatri – e delle condizioni professionali: ogni elemento utile viene processato all’interno di un’indagine globale e attenta al dettaglio che non diventa mai enciclopedica.
Tanti i nomi che attraversano queste pagine, e tantissime le storie e le esperienze musicali, perché questa è la Norvegia: un paese giovane, con una tradizione assai poco ingombrante e un popolo orgoglioso, vissuto a lungo in una sorta di isolamento dal resto dell’Europa e dotato di uno spirito d’avventura che si rifà forse all’epoca vichinga. Ebbene, tutto ciò fa sì che oggi questo paese ci regali una scena quanto mai effervescente, con una potente spinta interiore alla ricerca di una cifra stilistica personale che, mediata dalla vocazione per l’improvvisazione (reale essenza del jazz contemporaneo in Norvegia) si traduce in un universo musicale che fonde sonorità diversissime – da Ligeti a Björk passando per Coltrane, i King Crimson e Frank Zappa; senza i pudori, le preoccupazioni o le ansie definitorie tipiche del nostro tempo: “ma questo è jazz?”.

LUCA VITALI (Bologna, 1967) scrive di jazz e altri suoni per il Giornale della Musica, AllAboutJazzItalia e InSound, collabora con IL – l’allegato mensile del Sole 24 Ore – e Radio Città del Capo. È tra i membri fondatori di EJM (Europe Jazz Media – network di critici, editor e magazine di Europe Jazz Network) e rappresentante italiano della pubblicazione mensile EJM – Charts. Dal 2010 è tra i curatori artistici di Angelica Festival, ma organizza anche altre iniziative nell’ambito della musica e delle arti performative contemporanee. Da anni collabora stabilmente con diverse istituzioni norvegesi sia in Italia – Reale Ambasciata di Norvegia e Reale Consolato di Norvegia -, sia in Norvegia – Jazzforum, Music Norway, Listen To Norway e Jazznytt.

Teatro Comunale di Dozza – ore 21:
“OMAGGIO A SEAN BERGIN”
Daniele D’Agaro – sassofono e clarinetto
Saverio Tasca – marimba
Composizioni di Sean Bergin, Daniele D’Agaro & libere improvvisazioni

Sean Bergin ci ha lasciato nel settembre del 2012 dopo una lunga malattia contro cui ha combattuto fino all’ultimo suonando la musica che amava. A Dozza Jazz ha partecipato nell’edizione del 2010 ospite del sestetto “Deep Down Sextet” della sassofonista veronese Cristina Mazza insieme a due suoi vecchi amici come i sassofonisti Daniele D’Agaro e Bruno Marini. In quell’occasione ci regalò anche uno splendido e coinvolgente solo in Enoteca. A Dozza è rimasto tre giorni con noi conquistandoci, chiacchierando, raccontando,cantando e suonando con amicizia, piacere e  trasmettendoci quella sua grande umanità e umiltà, caratteristiche proprie degli artisti veri e grandi.  Sean è stato un “Pezzo Unico” non riproducibile, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti come tanti personaggi che hanno fatto immensa questa nostra musica. Ci sembrava giusto dedicare a lui e alla sua musica un piccolo omaggio e per questo abbiamo chiesto una mano a due suoi compagni di viaggio che con Sean hanno condiviso progetti, musica, viaggi, idee e soprattutto una grande amicizia come Daniele D’Agaro e Roberto Bellatalla.
(Fabio Ravaglia – Combo Jazz Club)

Nell’ambito di DOZZAJ2014 verrà allestita nel Teatro Comunale di Dozza una mostra fotografica dal titolo “”My Own Bergin” di Mario Sabbatani, dedicata al grande sassofonista scomparso Sean Bergin, che fu ospite a Dozza nel 2010.

Daniele D’Agaro, ha iniziato le sue attività musicali nel 1979 con la Mitteleuropa Orchestra. Nello stesso anno si trasferisce a Berlino dove risiede per due anni. Dal 1983 vive ad Amsterdam, Paesi Bassi dove lavora con i gruppi più rappresentativi della scena olandese ed internazionale , sia nel campo del jazz sia della musica improvvisata assieme a Benny Bailey a Misha Mengelberg e Louis Moholo.
Ha fatto parte di numerose formazioni olandesi quali J.C. Tans Orchestra, Sean Bergin’s MOB, Frankie Douglas’ Sunchild.
Nel 1989 ha formato il trio Lingua Franca con il violoncellista Tristan Honsinger e il bassista Ernst Glerum.
Con i colleghi Sean Bergin e Tobias Delius, il Trio San Francisco, formazione che conbina vari aspetti della improvvisazione, quali il jazz, la musica Kwela delle Townships sudafricane, la musica folk con diverse combinazioni di strumenti quali sassofoni, clarinetti, flauto, la fisarmonica diatonica.
Nel 1991, su commissione del Festival October Meeting di Amsterdam, esegue una composizione che comprende il gruppo etnico a corde della Val Resia, Friuli e diversi improvvisatori. Nel 1993 ha svolto una tournee, ‘Cosmic dialects’ con il trio Lingua Franca a cui si aggiungevano il cantante griot senegalese Mola Sylla e Richard Teitelbaum al computer ed elettronica.
Nel 1996 ha svolto una tournee con Hidden Treasures, un quintetto diretto assieme al trombettista Benny Bailey, progetto dedicato ai manoscritti musicali inediti di Don Byas scoperti nell’Archivio del Jazz di Amsterdam. Nel 1996 torna a vivere in Friuli, dove forma un duo con Mauro Costantini all’organo liturgico suonando discanti aquileiesi post-gregoriani, musiche dai concerti sacri di Duke Ellington, proprie composizioni e libere improvvisazioni. Nel 1998 è in tournee con il bassista Mark Helias e realizza il CD ‘Gentle Ben’.
Nel 2001 è a Chicago per presentare altri inedti di Don Byas.
Nel giugno 2002 ha registrato il CD live ‘Strandjutters’ per la Hat-Hut Records assieme ad Han Bennink ed Ernst Glerum.
Nel ottobre 2002, aprile 2003, febbraio 2004 e settembre 2005 luglio 2006 ha eseguito tournee negli USA con un suo quartetto conprendente Robert Barry (il batterista a fianco di Sun Ra dagli anni 1950), Jeb Bishop e Kent Kessler ed ha insegnato alla School of Art Institute of Chicago. Dal 2003 dirige The Adriatics Orchestra, una ampia formazione internazionale, dedicata alle attuali metodologie compositive e alla libera improvvisazione. Nel 2007 è uscito il Live CD “Comeglians” per l’etichetta “El Gallo Rojo”.
Ultimamente si esibisce in duo con il pianista Franco D’Andrea come pure nel suo quintetto (Franco D’Andrea, Fabrizio Bosso alla tromba,Gianluca Petrella trombone e Zeno de Rossi alla batteria).
Nel 2006 ha formato un duo con il pianista Alexander von Schlippenbach, con il quale ha inciso il CD “Dedalus” per ArteSuono Records. Dal 2007 fa parte stabilmente della Globe Unity Orchestra.
Ultime creazioni sono The Tempest trio con Bruno Marini all’organo hammond e Han Bennink alla batteria.
Nel 2007 ha vinto il referundum della critica “TopJazz” quale miglior sassofonista e clarinettista italiano e al quinto posto quale “musicista dell’anno”. Il CD “Comeglians” è risultato al terzo posto quale “miglior CD dell’anno”.
Nel 2008 ha vinto di nuovo il “Top Jazz” nella categoria “Sax e Clarinetto”.
Ha svolto due tournee in Russia ed ha formato il nuovo quartetto “Wild Bread” con M. Ottolini, S. Senni e C. Calcagnile.

Saverio Tasca, nato nel 1963 a Bassano del Grappa, oltre al Vibrafono e alla Marimba suona la batteria jazz e il pianoforte. “Tasca è uno dei protagonisti del momento magico del vibrafono in Italia” (Musica Jazz, marzo ‘95)”…(Franco D’Andrea) trova una sponda sicura in Tasca, a sua volta duttile, dall’alto di un’impeccabile preparazione.” (Musica Jazz, ottobre ’98) (riferito alla registrazione in duo con D’Andrea); “Saverio Tasca è un percussionista di eccezionale talento, capace di tirar fuori dallo strumento sonorità straordinarie” (Fedeltà del suono, maggio ’98);il suo CD “Metabolè” in collaborazione con la Schola S. Rocco, è segnalato dalla rivista Audiophile Sound (novembre ’99) al “top” per progetto e interpretazione musicale, e per la qualità di registrazione. Consegue il Diploma in Strumenti a Percussione con il M° Facchin al Conservatorio di Vicenza, studia allo Sweelinck Conservatorium di Amsterdam, e con musicisti quali David Friedman, Robert van Sice e Thierry Miroglio. Frequenta i Seminari di Umbria Jazz come batterista e vibrafonista . A Concorsi Nazionali per Percussionisti è miglior classificato in trio (’88) e come solista (’89), e al Concorso Summertime in Jazz di Prato è 1° classificato (’95). Ha collaborato con Naco, Franco D’Andrea, David Friedman, Dave Samuels, Harold Danko, Claudio Fasoli, Paolino Dalla Porta, Glenn Ferris, Claudio Roditi, Andy Scherer, Giovanni Maier, Flavio Boltro, Tino Tracanna, Paolo Birro, Furio di Castri, Andrea Dulbecco e Paolo Fresu, ha suonato con l’Orchestra del Teatro La Fenice, EnsemblePuntoIt, Krasnoyarsk Chamber Orchestra, …, Tammittam Percussion Ensemble, … , Furio di Castri 4et, Tino Tracanna 4et, Franco D’Andrea 7et, …. , nell’Albero Tour 1997” di Jovanotti.Fa parte del Tour Acustico 2003/2004 di Ivano Fossati. Ha fatto parte fin dalla sua creazione della “Adriatics Orchestra” di Daniele D’Agaro. E’ attivo come compositore, anche di colonne sonore. E’ al fianco di Marco Paolini (teatro) e scrive per diverse ensembles. Ha composto un concerto per Vibrafono e Orchestra d’Archi e brani solistici per vibrafono – uno dei quali (Market Day) ha vinto il terzo premio al concorso di composizione per percussioni 2004 indetto dalla Percussive Arts Society (USA) – , tutti editi dalla Honey Rock Publishing (USA), eseguiti con successo in concerti (anche dall’Orchestra dell’Arena di Verona) e concorsi. Oltre che nei più importanti festival in Italia, Tasca ha suonato in tutta Europa e Sud Africa. Docente di Ruolo al Conservatorio di Verona, coordinatore didattico in diverse scuole di musica jazz, ha tenuto Master Classes su Tecnica e Improvvisazione alla Hochschule di Mannheim (D), al Conservatorio di Cesena e di Padova e in altri conservatori e scuole. Assistente di David Friedman nel ’98, dall’estate 2000 guida il corso Vibrafono&Marimba, che si avvale della collaborazione annuale di Dave Samuels dal 2001 ad oggi. Ha inciso diversi LP e CD, tra i quali: Flavours” Franco D’Andrea 7et, 1992; “Sìnfono” Saverio Tasca 5et, 1994; “Gang of One” Bruno Romani 4et, 1996; “Improvvisamente un giorno tra i mesi” Franco D’Andrea, Saverio Tasca, 1998; “Metabolè” S. Tasca e Schola S. Rocco , 1999; “Mosaic Orchestra, vol. 1″ Giovanni Maier, 2001; “Voce Me Fala Assim” Xangò, 2002; “Mosaic Orchestra, vol. 2″ Giovanni Maier, 2004; Dal Vivo – Volume 3, Ivano Fossati, 2005. “Comeglians “ Adriatics Orchestra 2007.

a seguire:
RE–UNION TRIO
Roberto Bellatalla – contrabbaso
Sandro Satta – sax alto
Fabrizio Spera – batteria

L’incontro sul campo aperto dell’improvvisazione di tre esponenti di diverse generazioni del jazz e della musica improvvisata italiana.
Un suono istantaneo, teso, vibrante, una musica energica, lirica e immaginativa; articolata in tempo reale, attraverso un dialogo veloce e profondo.

Sandro Satta: Storicamente uno dei più importanti sassofonisti italiani, ha suonato con Don Pullen, Lester Bowie, Don Moye, Antonello Salis, Marcello Melis, Don Cherry, Han Bennink, Gary Bartz…

Roberto Bellatalla: Uno tra i principali esponenti della fervida scena londinese.  Ha fatto parte dei gruppi di Louis Moholo (Viva La Black) Elton Dean, Keith Tippett, Trevor Watts, Mike Osborne, John Stevens e Nick Evan’s Dreamtime…

Fabrizio Spera: Da anni attivo sulla scena internazionale, ha suonato e inciso con John Butcher, John Edwards, Lisle Ellis, Larry Ochs, Butch Morris, Wadada Leo Smith, Mike Cooper e ROVA Saxophone Quartet. Fa parte dei gruppi Ossatura, Eco d’Alberi e 7k Oaks.

Il trio già attivo sulla scena romana dalla primavera del 2010, ha pubblicato il suo primo cd Re-Union (Rudi Records 2011)

Rassegna stampa Re-Union

VIENE IN MENTE IL MAGNIFICO TRIO CHE ORNETTE COLEMAN DIRIGEVA NEGLI ANNI SESSANTA… AEREA E LUNMINOSA, QUESTA MUSICA DIMOSTRA CHE L’AVANGUARDIA NON E’ NECESSARIAMENTE DIFFICILE” 
(CLAUDIO SESSA-CORRIERE DELLA SERA 8-1-12)

UNA NARRAZIONE DALL’AMPIO PROFILO DINAMICO, UN DOCUMENTO DEL MEGLIO CHE PUO’ OFFIRE OGGI LA MUSICA IMPROVVISATA ITALIANA. (F. MARTINELLI-MUSICA JAZZ GENNAIO 2012)

SANDRO SATTA E’ SENZA OMBRA DI DUBBIO, FRA GLI ALTISTI MIGLIORI DEL PANORAMA NAZIONALE, MEMORE DELL’IMPRESCINDIBILE LEZIONE DOLPHYANA, MA CON UN VOCABOLARIO AMPISSIMO E PERSONALE. IL CONTRABBASSO DI BELLATALLA E LA BATTERIA DI SPERA DIALOGANO CON LUI CON IL MASSIMO DELLA CONCENTRAZIONE E DELL’EMPATIA.
(FLAVIO MASSARUTTO – IL GIORNALE DELLA MUSICA)

UN TORNEO DI “VERO JAZZ” MOLTO EVOLUTO, MOLTO LIBERO L’OMBRA DI ORNETTE ISPIRA PIU’ CHE GUIDARE. POI LE ESPERIENZE PARKERIANE DEL FREE USA. L’ORIGINALITA’ E LA FLUIDITA’ DI PENSIERO DI TRE MUSICISTI IN STATO DI GRAZIA. CHISSA’ SE SE NE SONO ACCORTI AL REFERENDUM DI MUSICA JAZZ!
(MARIO GAMBA – ALIAS IL MANIFESTO FEBBRAIO 2012)

RE-UNION FOTOGRAFA CON SORPRENDENTE BELLEZZA LO STATO DI GRAZIA DI TRE AUTENTICI MAESTRI DELL’IMPROVVISAZIONE ITALIANA… UNO DEGLI ALBUM PIU’ BELLI E COINVOLGENTI DEL  2011. (DISTORZIONI – WEB MAGAZINE ROCK E ALTRI SUONI)

FREE JAZZ DI GRAN CLASSE SUONATO CON VIGORE E COMPETENZA COME NON SI SENTE SPESSO: UN TRIO DA CINQUE STELLE !
(F. MASSARUTTO ALIAS)

IL MOTORE PERPETUO DELLA RITMICA BELLATALLA SPERA (ACCELERAZIONI, BREAK IMPROVVISI, CAMBI DI PROSPETTIVA E RALLENTAMENTI, FUGHE E CONTRASTI) SPIANA LA STRADA ALLA FRASEOLOGIA POLIVALENTE DEL MAI TROPPO GLORIFICATO SANDRO SATTA UNO DEI PIU’ GENIALI ALTO SASSOFONISTI EUROPEI. RE-UNION E’ ANCHE UNA LEZIONE SULL’ORIGINARIA ESSENZA DELL IMPROVVISAZIONE. (JAZZ IT MAGAZINE)

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