22 febbraio: If I had my way, I’d’ve been a killer

Sabato 22 FEBBRAIO 2014 ore 21
PERSONAE – Percorsi Teatrali

Compagnia Teatrale della Luna Crescente & Combo Jazz Club

“IF I HAD MY WAY I’D'VE BEEN A KILLER”
Nina Simone: una voce per i diritti civili”

Valentina Monti – voce
Diber Benghi – tastiere
Dagmar Benghi – chitarra
Corrado Gambi – voce narrante

regia:
Corrado Gambi

video:
Marco Carroli – KAM Produzioni Video

produzione:
Combo Jazz Club & Compagnia Teatrale della Luna Crescente; Teatro Comunale di Dozza; “Crossroads 2013 – Jazz e altro in Emilia Romagna”

Contestualmente allo spettacolo verrà presentato il CD “IF I HAD MY WAY I’D'VE BEEN A KILLER – Nina Simone: una voce per i diritti civili”
registrazione e mix:
Maurizio Piancastelli
si ringraziano:
Roberto Rossi – batteria e percussioni
Maurizio Piancastelli – tromba

La scrittrice Toni Morrison l’ha definita «la donna che ha incarnato tutte le donne». Dalla ragazzina che sognava di diventare pianista classica Nina Simone è diventata artista geniale, interprete appassionata, diva assoluta, donna sottomessa, pazza furiosa ma soprattutto guerriera instancabile per la conquista dei diritti civili degli afroamericani. Dal momento in cui ha realizzato che la sua musica poteva essere un’arma nella lotta che attraversava l’America degli anni ’60 ha dedicato se stessa, anima e corpo, alla causa, diventando in breve tempo figura emblematica del movimento e ispiratrice di una generazione che credeva nella conquista della libertà, anche con la violenza. «Sarebbe venuto un momento in cui avremmo dovuto prendere le armi e combattere per i nostri diritti» ha detto. Vicina allo Sncc di Stokely Carmichael e alle idee di Malcom-X, Nina visse gli anni della sua più significativa produzione artistica attorniata da intellettuali e artisti quali Miriam Makeba, Langston Huges, Lorrain Hansberry, James Baldwin, con i quali instaurò sincere amicizie e sodalizi artistici.

Nonostante il suo carattere impetuoso e imprevedibile, a volte tanto da arrivare a minacciare il suo pubblico, era in grado di ammaliare ed ipnotizzare gli spettatori con la sua voce profonda e la sua personalità magnetica. La sua musica non rientrava in nessun genere definito ma si muoveva tra folk, blues, soul, sonorità africane e jazz, anche se così non voleva essere definita: «jazz is a white term to define black people. My music is black classical music», riuscendo ad unire generazioni di giovani afroamericani nella lotta, ad affascinare il raffinato pubblico bianco europeo e a portare ancora oggi, con tutta la sua potenza e la sua rabbia, un messaggio di libertà.

Attraverso una rivisitazione dei brani più significativi del suo repertorio, video, testimonianze e testi di prosa originali lo spettacolo vuole rivalutare le qualità di Nina Simone come compositrice (di musica e testi) e omaggiare la sua figura di rivoluzionaria e di intellettuale al servizio della lotta per i diritti civili nel decennale della sua morte, unendo musica e teatro.
www.compagniadellalunacrescente.it

“If I had my way, I’d've been a killer, ok? That’s true. I would have guns and I would have gone to the South and gave violence and violence, shotgun and shotgun. If I had my way. But my husband told me I didn’t know anything about guns and he rfused to teach me and the only thing I had was music. But if I had my way I wouldn’t be setting here today. I’d be probably dead somewhere…”

“Se fosse stato per me, sarei diventata un’assassina. E’ vero. Avrei preso una pistola, sarei andata giù al Sud e sarei stata violenta, violenta e avrei sparato e sparato. Se fosse stato per me. Ma mio marito mi disse che non sapevo nulla di armi e si rifiutò di insegnarmi, così l’unica cosa che mi rimase fu la musica. Ma se fosse stato per me, io non sarei seduta qui oggi. Sarei probabilmente morta da qualche parte…”

Dagmar Benghi – laureato al Dams-musica all’università di Bologna e al triennio jazz del conservatorio G.B. Martini di Bologna in chitarra  (con il maestro Tomaso Lama), ha approfondito lo studio della tecnica improvvisativa attraverso masterclass e workshop con Pietro Condorelli, Garrison Fewell, John Taylor, Achille Succi. Svolge da anni attività concertistica in regione e attività didattica insegnando chitarra e musica nella scuola secondaria di primo grado.

Diber Benghi – laureato al Dams-musica all’università di Bologna e al triennio jazz del conservatorio G.B. Martini di Bologna (pianoforte) sotto la guida di Fabrizio Puglisi, ha approfondito lo studio del jazz seguendo masterclass e workshop con Stefano Battaglia, Paolo Birro, Riccardo Zegna e John Taylor. Ha all’attivo diverse collaborazioni nell’ambito del progressive rock (Prophexy, Richard Sinclair – Caravan, Stereokimono). Ha partecipato alla compilation «Prog Exibition 2011» e al disco di prossima pubblicazione «Improvviso» con la band progressive Prophexy. Svolge attività di ricerca nel capo dell’educazione musicale interessandosi in particolare di interazione e improvvisazione (pubblicazioni Isme 2008-2012, Meryc 2009). Insegna pianoforte alla Nuova scuola di musica comunale di Imola.

Valentina Monti – giornalista pubblicista e cantante, si sta diplomando in canto jazz al Conservatorio G.B.Martini di Bologna con Diana Torto. Ha approfondito lo studio del canto jazz e delle tecniche improvvisative seguendo masterclass e workshop con Tiziana Ghiglioni, Cinzia Spata, Rachel Gould, Roberta Gambarini, Luisa Cottifogli. Ha collaborato nell’ambito del jazz con Roberto Bartoli, Alessandro Altarocca, Filippo Mignatti, Guglielmo Pagnozzi, Michele Francesconi, Stefano Peretto, Maurizio Piancastelli, Massimo Zaniboni, Claudio Zappi, Carlo Chiarelli, Marco Graziani, Enrico Pelliconi. E’ laureata in lettere moderne all’università di Bologna.

I commenti sono chiusi.