Domenica 3 aprile “Rainbow Nation”

DOMENICA 3 APRILE – DozzaJ2016 – XIV edizione – ore 21.00 -
Teatro Comunale di Dozza:
Crossroads – jazz e altro in Emilia-Romagna, presenta:
RAINBOW NATION  feat.  FRANCESCO BEARZATTI
“Rainbow Nation”
Gaspare De Vito – sax contralto; Francesco Bucci – trombone;
Federico Squassabia – fender rhodes;
Blake C.S. Franchetto – basso el.; Youssef Ait Bouazza – batteria;
feat.: Francesco Bearzatti – sax tenore, clarinetto
produzione originale

Rainbow Nation è il progetto diretto da Gaspare De Vito e Federico Squassabia in omaggio ad una delle culture musicali più prolifiche del ’900, la musica sudafricana di matrice Jazzistica. Rainbow Nation propone brani di artisti di fama internazionale come Abdullah Ibrahim, Dudu Pukwana, Chris McGregor ed altri caratterizzati da sonorità solari e ritmi incalzanti. Uno spettacolo intenso e dalla coinvolgente vitalità.

Gaspare De Vito
Sassofonista, flautista, compositore. Nato a Napoli nel 1978. Prevalentemente autodidatta, ha collaborato con vari musicisti come Butch Morris, Alvin Curran, Tristan Hosinger, Giancarlo Schiaffini, Eugenio Colombo, Zeduardo Martins, Francesco Cusa, Paolo Sorge, Fabrizio Puglisi, Vincenzo Vasi, Antonio Coatti, Federico Squassabia, Alma Jazz Orchestra, Arthur Miles, Nicola Guazzaloca, Roberto Bartoli, Mirko Sabatini, Pasquale Mirra, Lullo Mosso, Marco Dal Pane, Luisa Cottifogli, Vonn Washington, Maisha Grant, April Randall, Roberto Rossi, Fernando Tchika, Steve De Swath e molti altri. Ha suonato in vari festival conosciuti a livello internazionale come il Clusone Jazz Festival, Jazz In it Sant’arcangelo Jazz Festival, Paradiso Jazz, Jazzy Jam,Cassero Jazz Festival, Dozza Jazz, Crossroads, Angelica Festival, Trentennale del Treno di Cage, Festival Brasiliano, Avantgarde Jazz per citare i più famosi. Ha suonato con svariate bands come leader e session-man in Italia, Germania, Spagna, Francia, Finlandia, Svezia, Estonia. Nel 2007 è stato votato fra i migliori sassofonisti italiani e nel 2008 si è classificato settimo come miglior nuovo talento nel referendum annuale indetto da Musica Jazz.

Rassegna Stampa:
Top Jazz 2007 – Votato tra i migliori sassofonisti e miglior nuovo talento
Top Jazz 2008 – Settimo classificato come miglior nuovo talento italiano
Top Jazz 2008 – Votato tra i migliori sassofonisti e migliori compositori italiani
Votato tra i 5 migliori dischi jazz italiani del 2008 dalla rivista della Siae “Musica e Dischi” Votato tra i 10 migliori dischi del 2008 dal sito web “All About Jazz”
Votato tra i migliori dischi italiani del 2008 dalla rivista “JazzIt”
Vincenzo Roggero su All About Jazz Italia
Una sintesi riuscita delle diverse anime che popolano il pensiero di De Vito. Melodicamente accattivante, ritmicamente inusuale, dalla vena compositiva tanto sobria quanto formalmente
ineccepibile, Passing Notes è disco nel quale i musicisti riescono a raggiungere una tale comunione esecutiva da permeare l’opera di una profonda spiritualità… Un piccolo gioiello.
Olindo Fortino su Sound Contest
Passing Notes è il trionfo del suono e del ritmo nella loro genuina natura ed essenzialità, il transito di linguaggi musicali rivoluzionari e di radici primordiali che hanno alimentato e continuano a far sopravvivere il desiderio della sperimentazione e dell’indagine musicale in seno alla cultura dell’incontro, ieri nel segno di Miles, di Roscoe Mitchell, di Don Cherry, di Ornette, oggi in quello di Steve Coleman, William Parker, Rob Mazurek e Gaspare De Vito.
Piercarlo Poggio su Blow Up
In ogni brano è la dilatazione progressiva delle strutture a far si che la materia si elevi verso l’alto seguendo volute e spirali incantatrici. De Vito dimostra brillantezza d’ispirazione nei suoi lunghi a solo piani, trasparenti e mai gridati, sostenuto sovente all’unisono dal trombone prezioso di Nijen Antonio Coatti. Tra santeria e postcoltranismo.
Gianpaolo Cristofaro su Audiodrome
Disco di notevole spessore artistico questo Passing Notes di Gaspare De Vito. Per una volta si riesce a far i conti con passato e ispirazioni nobili, mantenendo una forte personalità e la capacità di realizzare un disco jazz senza il pilota automatico, come troppo spesso avviene…coinvolti e completamente sedotti dall’insieme sonoro messo su…
Marco Maiocco sul Giornale della Musica
il tutto è condensato in un linguaggio intrigante, personale e serenamente compassato. Brillano le composizione di De Vito, la sua vena improvvisativa e l’intelligente ricerca timbrica di tutti e quattro i protagonisti. Una piccola gemma.
Sergio Paquandrea su Jazz It
Un disco che riesce a unire un notevole appeal melodico e una grande perizia strumentale e compositiva, ma soprattutto il frutto di una personalità musicale decisamente insolita.
Mark Corroto su All About Jazz USA
Stare seduti per questa musica non è un’ opzione. Questa musica non è adatta al sottofondo musicale di una libreria, ma l’ attenzione è la stessa necessaria per la musica di Don Cherry, Steve Coleman o Adam Rudolph. L’africa può essere la genesi e Cuba la casa, ma l’ Italia è diventata un parco giochi per il jazz di Gaspare De Vito.
Vincenzo Giorgio su Musica Jazz
Un jazz sanguigno, grintoso, avvincente, mai scontato e dalle decise colorazioni etniche. In effetti già dalle prime tre composizioni si ha la netta sensazione che De Vito voglia accompagnare il proprio ascoltatore in un viaggio transcontinentale su cui svetta il sax contralto del leader, in bilico tra Ornette Coleman e Archie Shepp.

Federico Squassabia
Pianista, tastierista, compositore. Ha collaborato e collabora con diversi musicisti quali Patrick Ruffino, Indy Dibong, Julien Pestre, Francesco Bearzatti, Danilo Gallo, Zeno De Rossi, Silvia Donati, Massimiliano Sorrentini, Nelide Bandello, Cristina Renzetti, Francesco Cusa, Stefano Senni, Marco Frattini, Francesco Bigoni, Marco Zanotti, Dario De Filippo e molti altri. Ha suonato in diverse rassegne / festival (Jazz al Museo della Musica di Bologna 2011; Crossroads 2011 & 2012; JAZZANDO 2009; MiTo 2008; La vena del Jazz 2011 & 2009, ANIMATEKA LUBJANA 2008 etc.) Ha ricevuto diverse critiche positive riguardo ai suoi ultimi progetti sia come leader sia come co- leader su riviste come Blow up, Musica Jazz, Jazzit, Allabout Jazz e in programmi radiofonici
( RadioTRe Suite, Radio Tre Alza il Volume, Babilonia Radiotelevisione Svizzera Italiana, Radio Popolare etc.). Numerose volte è apparso come miglior tastierista e pianista nelle classifiche pubblicate su Musica Jazz e Jazzit. Come sideman ha avuto l’opportunità di collaborare con alcuni nomi della scena indie rock italiana nel progetto ChantSong Orchestra (Roy Paci, Cristina Donà, Mauro Ermanno Giovanardi, Emidio Clementi, Frankie HNRG). Attualmente fa parte del nuovo progetto elettrofolk di Mimmo Crudo (ex-Parto delle Nuvole Pesanti) Onda Anomala. Ha collaborato con lo scrittore Aldo Nove in “Gusci a Perdere”, ChantSong Orchestra, Indie Mood. Con l’attore Alfonso Cuccurullo costruisce da più di 3 anni narrazioni in musica per l’infanzia e non solo, in cui improvvisazione musicale e teatrale si fondono. Ha inoltre personalmente ideato una sonorizzazione di Silent Book ( Oltre l’albero, Mandana Sadat; Il mio Leone, Mandana Sadat; Gli Uccelli, Zullo Albertine) presentata alla Biblioteca Classense per la mostra “Libri senza parole. Destinazione Lampedusa”. Tramite la cooperativa il Mosaico ha ideato e condotto laboratori di composizione istantanea incentrati sulle poesie di Tonino Guerra e laboratori di sonorizzazione di video.

Rassegna Stampa:
Vincenzo Roggero su All About Jazz
Federico Squassabia è un architetto del suono in grado di creare con le tastiere scenari liquidi e un poco allucinati.
Della Bona su Musica Jazz
Un pianoforte luminoso, spinto da un basso potente verso un’inedubile tensione non solo ritmica, ma timbrica: The Jellyfish Meal effonde ondate di euforia attraverso note prismatiche emananti una luce che si spande su tutti i restanti brani come qualità del tocco pianistico, quasi sempre più “forte”che “piano”.
Fabrizio Zampighi su Sentire Ascoltare
Avant-jazz avventuroso e immaginario, alla stregua delle vie dei canti degli aborigeni australiani a cui il disco idealmente s’ispira. E uno Squassabia come al solito a ottimi livelli.”
Enrico Bettinello su Blow Up
“Evocare cotanti spiriti fa bene alla musica di Squassabia che costruisce un disco molto convincente, dalla narrativa mobile e fresca”
Sandszine
Squassabia è uno di quei pianisti che puntigliosamente e meticolosamente paiono scegliere e selezionare le note una ad una”
Bruce Lee Gallanter su DownTown Music Gallery
Mr. Squassabia appears to have a bunch of vintage analog keyboards which he uses quite well…All of the songs are well-crafted yet they are never very far out. This is like a long-lost treasure from the early fusion/jazz/rock era without any of the usual high speed or funky cliches.

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