Stivali a Monte Sole

STIVALI A MONTE SOLE
Racconto-spettacolo per voci e ombre tratto dal libro
“Stivali a Monte Sole” di Giulia Casarini

con:
Corrado Gambi (voce narrante) e
Paola Camerone (ombre)

Si ringraziano:
CIDRA – Centro imolese documentazione Resistenza antifascista
e ANPI Imola
La storia di un incontro, di un legame nato mentre imperversa la Seconda Guerra Mondiale. Un’amicizia tra due animali molto diversi, uno selvatico e l’altro domestico, una lupa e un asino che, attraverso un dialogo intenso, raccontano le tristi vicende che portarono al noto eccidio di Monte Sole, nel bolognese. Un’occasione di riflessione sul valore della memoria e sul diritto alla non guerra per costruire un futuro di pace.

La zona dell’Appennino bolognese fra i comuni di Marzabotto, Grizzana Moranti e Monzuno, oggi Parco storico di Monte Sole, alla fine del settembre 1944 fu sconvolta da una terribile strage compiuta dai nazisti che uccisero 770 persone: 216 bambini, 316 donne e 142 anziani. Fu il più grave massacro di civili nell’Europa occidentale occupata dai tedeschi e, assieme alla strage delle Fosse Ardeatine, è diventata il simbolo della violenza nazifascista in Italia.
Su queste colline operava la Brigata Stella Rossa, una formazione partigiana comandata da Mario Musolesi, Lupo, un uomo di grande personalità che seppe costruire un legame molto stretto fra i partigiani del luogo, la popolazione e il clero locale. La Stella Rossa si trovava dislocata in un punto nevralgico molto vicino
all’ultima linea difensiva tedesca prima dello sbocco nella pianura padana; per questo motivo contro la formazione partigiana si indirizzarono gli attacchi dei tedeschi già a partire della fine di maggio e che si conclusero anche con saccheggi e uccisioni di civili. Gli scontri fra i tedeschi e i partigiani continuarono anche nei mesi di luglio e agosto, ma è l’arretramento del fronte, dopo l’attacco Alleato alla Linea Gotica, che crea le condizioni per le più spietate azioni di rastrellamento e di strage da parte dell’esercito tedesco. Alla vigilia dell’eccidio gli Alleati erano a una decina di chilometri di distanza e i tedeschi si stavano spostando verso
Bologna…non sembrava imminente alcuna azione di ritorsione da parte di questi ultimi! Invece, il 29 settembre del 1944, venne deciso un rastrellamento contro la Stella Rossa, al comando delle operazioni venne assegnato al maggiore delle SS Walter Reder che era arrivato nella zona da pochi giorni. Tra il 29 settembre e il 5 ottobre ci furono aspri combattimenti fra i nazisti e i partigiani che cercarono di sganciarsi dall’accerchiamento nemico. In quei terribili giorni in 115 luoghi diversi furono uccisi donne, vecchi e bambini; i soldati tedeschi, divisi in quattro compagnie, rastrellarono l’intera zona bruciando case, fienili, campi e uccidendo 770 civili molti dei quali avevano cercato scampo in chiese oratori e cimiteri che divennero così il teatro di questa carneficina. Le stragi più terribili furono compiute a San Giovanni di Sotto, a Creda, a Cadotto (dove trovò la morte anche il comandante Lupo) nell’oratorio di Cerpignano, nel cimitero di Casaglia, nella chiesa di San Martino, a Caprara e a Pioppe di Salvaro. Un’intera comunità che viveva lì da secoli, venne spazzata via e il territorio dove avvenne la strage venne completamente abbandonato.
Nei luoghi dove si è perpetrata tanta violenza su vittime innocenti è stato istituito il Parco Storico di Monte Sole (1989) e una legge regionale ne fissa gli obiettivi sulla conservazione ambientale, nel mantenimento della memoria dell’eccidio e della Resistenza.
Giulia Casarini ha raccontato queste pagine di storia in un libro per ragazzi, Stivali a monte Sole, illustrato da Antonio Ferrara. Nel libro un mulo e una lupa raccontano il loro incontro a distanza con i partigiani e anche, con toni toccanti e adeguati alla giovane età dei lettori a cui è rivolto, la feroce repressione operata dai tedeschi contro gli abitanti dell’Appennino bolognese che proteggevano e aiutavano i partigiani della Stella Rossa.
Le motivazioni che hanno spinto la giovane scrittrice a scrivere il libro sono riassunte in una frase riportata nell’appendice: “La libertà è un valore importantissimo, ma lo è anche la memoria: chi non ha memoria non ha le basi per crescere consapevolmente”.
La Compagnia Teatrale della Luna Crescente, in una produzione di C.I.D.R.A. e ANPI propone una lettura integrale del libro Stivali a Monte Sole: le voci dei personaggi presentate da Corrado Gambi sono
accompagnate dalla musica registrata e soprattutto dalle ombre costruite e animate da Paola Camerone, ispirate alle illustrazioni di Antonio Ferrara.
Raccontare ai ragazzi un eccidio violento come quello di Monte Sole, emozionandoli e spingendoli a riflettere pur senza sconvolgerli non è un’impresa facile e mi ha spinta a riflettere sull’adeguatezza
dell’utilizzo del linguaggio delle ombre. Con la sua natura eterea, l’ombra riesce sicuramente a mitigare la brutalità dei fatti narrati, pur salvaguardandone l’impatto fortemente emotivo e la dimensione poetica della memoria.
Nello stesso tempo, la coerenza tra linguaggio e contenuto si situa anche ad un livello più profondo, per spiegare il quale occorre partire da una domanda: che cos’è l’ombra? L’ombra è un fenomeno fisico dalla natura ambigua, sospeso fra presenza ed assenza; noi tutti la vediamo e ne facciamo il testimone della nostra esistenza terrena, eppure non possiamo afferrarla e la definiamo più come un’assenza (di corpo e di luce) che come una presenza.
Quale strumento migliore, dunque, per raccontare la storia di persone ormai scomparse, ma che continuano e devono continuare a vivere nella memoria collettiva non come semplici ricordi, ma in quanto testimoni della brutalità umana e ideali di pace e di speranza? (Paola Camerone)
Un appuntamento molto suggestivo: lo sguardo incredulo e triste di due animali travolti dall’orrore che gli esseri umani possono concepire e scatenare, risulta un efficace monito; le domande senza risposta su come tutto sia potuto accadere, diventano un omaggio alla pace come unica risposta possibile. Per sempre.

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